Piano dei controlli del Formaggio a Denominazione di Origine Protetta

 

 

“Provolone Valpadana”

Protezione transitoria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DPC 004 - PT


Indice

 

1.0 Premessa. 3

2.0 – Scopo e campo di applicazione. 3

3.0 Documenti di riferimento. 3

3.1 – Riferimenti legislativi 3

3.2 – Riferimenti normativi 3

4.0 – Definizioni e abbreviazioni 4

5.0 – Domanda per la certificazione di conformitŕ (accesso al sistema di certificazione) 4

5.1 – Criteri generali di applicabilitŕ. 5

5.2 – Domanda presentata da soggetto singolo (produttore latte, raccoglitore, trasformatore, stagionatore) 5

5.3 – Domanda presentata da Consorzio di Tutela incaricato o da altro soggetto in forza di specifica delega. 5

5.4 – Modifiche intervenute sulle situazioni descritte nella domanda. 5

6.0 – Procedure di riconoscimento dei soggetti produttivi della filiera disciplinata. 5

7.0 – Disciplina produttiva. 6

7.1 - Generalitŕ. 6

7.1.1 - Identificazione del formaggio Provolone Valpadana DOP.. 7

7.2 – Zona di produzione. 7

7.3 – Requisiti di conformitŕ. 78

8.0 - Modalitŕ Operative. 11

8.0 - Modalitŕ Operative. 11

8.1 - Produzione del latte. 11

8.2 – Raccolta e trasporto del latte. 11

8.3 - Ricevimento del latte al caseificio. 12

8.4  - Lavorazione. 12

8.4.1 - Produzione della pasta. 12

8.4.2 - Maturazione, Filatura, Formatura e Rassodamento della pasta. 13

8.4.3 - Salatura, legatura e asciugatura. 13

8.4.4 - Immagazzinamento e stagionatura. 13

8.4.5 - Prodotto finito. 14

8.5 - Designazione e presentazione del formaggio Provolone Valpadana DOP.. 15

9.0 – Non conformitŕ e sanzioni 16

10.0 – Piano dei controlli 17

10.1 – Allevamenti 17

10.2 – Raccolta e trasporto del latte. 20

10.3 – Trasformazione del latte, maturazione e filatura della pasta, salatura e stagionatura del prodotto. 24

Allegato 1 – Domanda di accesso al sistema di certificazione per singolo Produttore Latte. 39

 

 


1.0 Premessa

 

Il Regolamento (CEE) 2081/92 sulle denominazioni di origine e sulle indicazioni geografiche protette richiede che i prodotti agroalimentari che beneficiano della DOP o della IGP siano ottenuti in conformitŕ al Disciplinare (art. 4) e che la rispondenza ai requisiti disciplinati sia controllata da strutture di controllo autorizzate dagli stati membri.

CSQA, quale Organismo di Controllo autorizzato per il formaggio a Denominazione di Origine Protetta Provolone Valpadana ai sensi dell’art. 53 della legge 128/98 cosě come sostituito dall’art. 14 della legge n. 526/99, ha definito il presente documento DPC 004 come guida per lo svolgimento delle attivitŕ di controllo di conformitŕ.

Il presente Piano dei Controlli, redatto sulla base del Disciplinare depositato presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e delle modifiche allo stesso proposte  e concesse con dispositivo di protezione transitoria, contiene infatti tutti gli elementi che caratterizzano il formaggio Provolone Valpadana e, in particolare:

·          la delimitazione della zona geografica di produzione della materia prima, di trasformazione ed elaborazione, nel cui territorio devono essere ubicati tutti i soggetti della filiera disciplinata;

·          la descrizione del prodotto con identificazione della materia prima, degli ingredienti e delle caratteristiche finali;

·          la descrizione del metodo tradizionale di ottenimento;

·          i sistemi di identificazione e rintracciabilitŕ del prodotto e dei suoi componenti.

Oltre agli elementi sopra indicati, il presente Piano dei Controlli DPC 004 - PT descrive l’insieme dei controlli ai quali il prodotto deve essere sottoposto affinché possa essere contrassegnato con il marchio distintivo della DOP Provolone Valpadana.

L’insieme complessivo dei controlli č costituito sia dalle attivitŕ direttamente a carico dei soggetti interessati lungo la filiera di produzione disciplinata (attivitŕ di autocontrollo), sia dai controlli di conformitŕ svolti da CSQA al fine di accertare la completa conformitŕ dei processi e dei prodotti.

Secondo quanto previsto dal presente Piano dei Controlli, dalle attivitŕ di autocontrollo poste a carico dei soggetti della filiera disciplinati sono originate le relative registrazioni; queste registrazioni sono esaminate e valutate nel corso delle verifiche ispettive (ispezioni) effettuate da CSQA, a copertura del periodo di tempo intercorrente fra due ispezioni successive. Pertanto i soggetti della filiera riconosciuti devono conservare tutta la documentazione derivante dall’autocontrollo e renderla disponibile per i controlli di conformitŕ svolti da CSQA.

 

 

2.0 – Scopo e campo di applicazione

 

Il presente Piano dei Controlli persegue la finalitŕ di identificare tutti i requisiti applicabili e disciplinati della filiera di produzione del formaggio a Denominazione di Origine Protetta Provolone Valpadana; trova applicazione, per le specifiche di pertinenza, presso tutti i soggetti della filiera che intendono avvalersi della protezone transitoria accordata. Tali soggetti sono costituiti dagli allevamenti produttori latte, dai raccoglitori latte, dai caseifici trasformatori e dagli stagionatori.

 

 

3.0 Documenti di riferimento

3.1 – Riferimenti legislativi

·          Regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio del 14.07.1992 relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari;

·          Regolamento (CEE) n. 1107/96 della Commissione del 12 giugno 1996 relativo alla registrazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine nel quadro della procedura di cui all’articolo 17 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio;

·          Legge n. 128/98 - legge comunitaria 1995/1997 con particolare riferimento all'articolo 53, cosě come sostituito dall’articolo 14 della legge 21 dicembre 1999 n. 526, legge comunitaria 1999;

·          Proposta di modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta "Provolone Valpadana" (G.U.R.I. n. 190 del 14.08.02);

·          Proposta integrativa di modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta "Provolone Valpadana" (G.U.R.I. n. 302 del 27.12.02);

·          D.M. 27 febbraio 1996, n. 209 - Regolamento concernente la disciplina degli additivi alimentari permessi nella preparazione per la conservazione delle sostanze alimentari in attuazione delle direttive n. 94/34/CE, n. 94/35/CE, n. 94/36/CE e n. 95/31/CE

·          D.L.vo 27 gennaio 1992, n. 109 – Attuazione delle direttive 89/395/CEE e 89/396/CEE concernenti l’etichettatura, la presentazione e la pubblicitŕ dei prodotti alimentari cosě come modificato dal D.L.vo 23.06.2003 n. 181.

 

3.2 – Riferimenti normativi

·          D.M. 29 Maggio 1998 Individuazione delle procedure concernenti le autorizzazioni degli organismi di controllo privati in materia di indicazioni geografiche protette e delle denominazioni di origine protette.

·          Prot. 64338 MIPAF del 06 dicembre 2000 avente per oggetto “Certificazione prodotti a DOP e IGP. Comunicazione agli Organismi di controllo e alle Autoritŕ pubbliche designate”.

·          Norma UNI CEI EN 45011: "Criteri generali per gli Organismi di Certificazione dei Prodotti;

·          Manuale della Qualitŕ CSQA;

·          Regolamento per le attivitŕ di controllo e certificazione di conformitŕ dei prodotti agroalimentari DOP/IGP/AS (Documento CSQA RCP 002).

 

 

4.0 – Definizioni e abbreviazioni

 

Certificazione di Conformitŕ: atto mediante il quale CSQA dichiara che, con ragionevole attendibilitŕ, un prodotto agroalimentare, un processo od una organizzazione sono conformi ai requisiti applicabili e previsti da un disciplinare ufficiale, approvato dalle competenti Autoritŕ;

Richiedente: soggetto che richiede a CSQA l’accesso al sistema dei controlli per la certificazione di conformitŕ per un prodotto agroalimentare;

Licenziatario: soggetto che ha ottenuto da CSQA la certificazione di conformitŕ per un prodotto agroalimentare;

Produttore: soggetto identificato e notificato che attraverso l’allevamento di vacche fornisce al raccoglitore o al trasformatore latte idoneo alla trasformazione in formaggio Provolone Valpadana.

Raccoglitore latte: soggetto identificato e notificato, in possesso del riconoscimento come centro di raccolta, che si interpone come intermediario tra il produttore ed il trasformatore.

Trasformatore: soggetto identificato e notificato che trasforma il latte idoneo in formaggio Provolone Valpadana.

Stagionatore: soggetto identificato e notificato che porta fino alla stagionatura minima il formaggio Provolone Valpadana.

Pastorizzazione: trattamento mediante calore avente come effetto, immediatamente dopo la sua applicazione, una reazione negativa al saggio della fosfatasi.

Termizzazione: riscaldamento del latte crudo per almeno 15 secondi ad una temperatura compresa tra 57°C e 68°C, di modo che, dopo il trattamento, il latte presenti una reazione positiva al saggio della fosfatasi.

Trattamento: insieme delle azioni atte ad apportare variazioni, piů o meno sensibili e con l'impiego di sostanze di natura diversa, all'elemento oggetto del trattamento stesso.

Imballaggio: operazione consistente nel porre uno o piů prodotti (di cui all'art. 1, comma 1 di DPR 54/97), , in un contenitore,; non avviene migrazione ed il prodotto non subisce alcuna  interferenza.

Rivestimento: applicazione, sulla superficie esterna di un prodotto alimentare, di una sostanza e/o di un materiale ai soli fini estetici e/o protettivi.

Prodotto finito: con il termine di prodotto finito si intende il formaggio ottenuto in conformitŕ ai requisiti previsti, idoneo ad essere identificato con il contrassegno di origine distintivo della DOP riportato su sigillo metallico (coccarda).

Provolone Valpadana DOP: prodotto finito conforme recante il contrassegno distintivo della denominazione di origine protetta e avente l’etŕ minima prevista per il peso, con etŕ calcolata a partire dalla data di produzione.

Autocontrollo: verifica dei requisiti di conformitŕ relativi ad un prodotto agroalimentare, attuata e registrata da parte dei soggetti della filiera produttiva del formaggio Provolone Valpadana, per le attivitŕ svolte presso i propri siti produttivi.

Controllo di Conformitŕ: atto mediante il quale CSQA accerta il rispetto dei requisiti di conformitŕ di un prodotto agroalimentare specificati nel relativo disciplinare, ai fini del rilascio della certificazione di conformitŕ.

Disciplinare: documento i cui contenuti sono definiti dall'art. 4 del Reg. (CEE) 2081/92 e depositato presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e presso i competenti Servizi dell’Unione Europea.

Non conformitŕ: mancato soddisfacimento di requisiti specificati.

Consorzio di Tutela: Consorzio di Tutela incaricato con decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ai sensi della legge 21 dicembre 1999 n. 526, con particolare riferimento all’articolo 14.

Autoritŕ di vigilanza: Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Regione Emilia Romagna, Regione Lombardia, Regione Veneto e Provincia Autonoma di Trento.

MIPAF: Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

 

Per ogni altro termine usato nel presente disciplinare si applicano le definizioni delle norme UNI CEI EN 45020 e ISO 8402.

 

 

5.0 – Domanda per la certificazione di conformitŕ (accesso al sistema di certificazione)

 

Tutti i soggetti della filiera disciplinata ubicati nel territorio delimitato che intendano concorrere alla realizzazione della DOP Provolone Valpadana devono fare esplicita richiesta a CSQA tramite presentazione di domanda di accesso al sistema di controllo e certificazione.

In particolare, il presente Piano dei Controlli trova applicazione presso i tutti soggetti  che intendono realizzare il formaggio Provolone Valpadana DOP nell'ambito della protezione transitoria accordata a livello nazionale dal competente Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

L'inoltro delle singole domande puň essere presentato a CSQA sia dal singolo soggetto produttivo della filiera della DOP Provolone Valpadana sia, a nome e per conto dei soggetti di filiera coinvolti, dal Consorzio di Tutela o da altro soggetto in forza di specifica delega.

La delega, che deve necessariamente accompagnare ogni singola domanda, deve contenere la previsione che le responsabilitŕ derivanti da eventuali inadempienze sono comunque a carico del singolo soggetto richiedente.

In presenza di un Consorzio di Tutela riconosciuto da MIPAF, questo potrŕ presentare domanda di adesione per conto dei propri associati. L'eventuale fatturazione ad esso intestata evidenzierŕ i costi sostenuti da ciascun soggetto.

Con l’atto della presentazione della domanda di accesso al sistema a CSQA tutti i soggetti notificati nella domanda stessa accettano integralmente i contenuti del Piano dei Controlli per la DOP Provolone Valpadana e assumono diretta responsabilitŕ per le attivitŕ svolte.

 

La specifica procedura di riconoscimento viene dettagliata al successivo paragrafo 6.0 – Procedure di riconoscimento.

 

5.1 – Criteri generali di applicabilitŕ

Il presente paragrafo trova applicazione presso tutti i soggetti della filiera che, alla data di approvazione del presente documento da parte del competente Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, non siano parti produttive della filiera di produzione della D.O.P. Provolone Valpadana giŕ identificate e notificate a CSQA.

Nel caso di soggetti produttivi i cui dati identificativi siano giŕ a disposizione di CSQA, e secondo quanto necessario in ragione degli elementi eventualmente mancanti (compresa la volontŕ di avvalersi della protezione transitoria), dovrŕ essere prodotta integrazione della domanda precedentemente inoltrata. I soggetti produttivi giŕ controllati devono comunque produrre a CSQA formale comunicazione di prosecuzione dell’adesione al sistema di certificazione.

 

5.2 – Domanda presentata da soggetto singolo (produttore latte, raccoglitore, trasformatore, stagionatore)

Nel caso di soggetto singolo la domanda dovrŕ contenere i seguenti elementi:

ragione sociale del richiedente,

·          iscrizione a CCIAA,

·          partita I.V.A. del richiedente o codice fiscale,

·          autorizzazione sanitaria (o eventuale registrazione per i produttori latte),

·          attivitŕ di filiera svolta,

·          indirizzo dei siti di produzione,

·          recapito telefonico e fax,

·          eventuale indirizzo di posta elettronica,

·          nome e funzione della persona responsabile dei rapporti con CSQA

·          sintetica descrizione degli impianti e delle attrezzature utilizzati (raccoglitori, caseifici, stagionatori),

·          stima dei quantitativi annuali di prodotto immesso sul mercato,

·          numero delle bovine (complessivo ed in lattazione), qualora domanda di produttore latte.

 

5.3 – Domanda presentata da Consorzio di Tutela incaricato o da altro soggetto in forza di specifica delega

Nel caso di domanda presentata per conto di soggetti della filiera, la domanda stessa dovrŕ contenere i seguenti elementi:

·          ragione sociale del soggetto che inoltra la domanda,

·          relativo codice fiscale o partita I.V.A. (se domanda presentata da Consorzio riconosciuto),

·          indirizzo,

·          recapito telefonico e fax,

·          eventuale indirizzo di posta elettronica,

·          nome e funzione della persona responsabile dei contatti con CSQA,

·          elenco delle singole domande, le quali comunque devono essere allegate, ciascuna redatta come da paragrafo 5.2 e accompagnata dalla relativa delega.

 

5.4 – Modifiche intervenute sulle situazioni descritte nella domanda

Qualora le situazioni documentate nella domanda iniziale di accesso al sistema di controllo  e certificazione e nella documentazione allegata alla stessa fossero oggetto di variazioni sostanziali, i soggetti della filiera riconosciuti sono tenuti a comunicare formalmente a CSQA le modifiche intervenute entro 15 giorni: CSQA, entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione, valuterŕ la documentazione pervenuta e ne comunicherŕ l’esito, riservandosi la facoltŕ di effettuare verifiche ispettive.

In ogni caso le modifiche intervenute saranno oggetto di valutazione nel corso delle ispezioni ordinarie effettuate da CSQA secondo quanto previsto dal presente Piano dei Controlli.

 

 

6.0 – Procedure di riconoscimento dei soggetti produttivi della filiera disciplinata

 

Come riportato in paragrafo 5, i soggetti che partecipano alla realizzazione della DOP Provolone Valpadana nell'ambito della protezione transitoria accordata (e presso i quali trovano applicazione le prescrizioni riportate nel presente Piano dei Controlli) devono farne esplicita richiesta a CSQA tramite presentazione di domanda di accesso al sistema di certificazione.

Ai fini dell’accesso al sistema di certificazione, per ogni soggetto deve essere inoltrata a CSQA apposita domanda formale, allegando alla stessa la documentazione richiesta secondo quanto riportato al paragrafo 5 del presente documento.

Ricevuta la domanda e la documentazione allegata, CSQA ne verifica adeguatezza, completezza e conformitŕ e ne comunica l’esito al richiedente entro 15 giorni dalla data di ricevimento della domanda.

In caso di valutazione positiva della domanda, CSQA entro 15 giorni dispone per l’esecuzione della verifica ispettiva di conformitŕ e, in caso di esito favorevole della stessa, provvede al riconoscimento ed all’iscrizione del soggetto al relativo elenco.

Nel corso della verifica ispettiva iniziale gli ispettori CSQA verificano la corrispondenza delle condizioni rispetto a quanto comunicato nella documentazione presentata con la domanda e la capacitŕ di soddisfare i requisiti disciplinati per le specifiche attivitŕ svolte dai richiedenti.

Oggetto della valutazione iniziale saranno, in particolare,  i seguenti aspetti:

·          per i produttori latte la sostanziale coerenza con le informazioni riportate nella domanda (della quale in allegato 1 viene riportato un modello esemplificativo);

·          per i raccoglitori latte la disponibilitŕ di mezzi ed attrezzature idonee per la raccolta, il trasporto e lo stoccaggio separati per il latte conforme alla DOP rispetto al latte non conforme ed inoltre l’adeguatezza dei sistemi per l’identificazione e rintracciabilitŕ della materia prima;

·          per i trasformatori la disponibilitŕ di attrezzature ed impianti idonei per il ricevimento e lo stoccaggio separati del latte conforme alla DOP dal non conforme;

·          per gli stagionatori la disponibilitŕ e l’adeguatezza di impianti per la stagionatura, secondo quanto necessario, e l’adeguatezza dei sistemi per identificazione e rintracciabilitŕ del prodotto.

 

 

7.0 – Disciplina produttiva

7.1 - Generalitŕ

Il formaggio Provolone Valpadana DOP, come previsto dal relativo Disciplinare e dalle modifiche accordate in regime di protezione transitoria a livello nazionale, č un formaggio semiduro a pasta filata prodotto con latte di vacca intero ad aciditŕ naturale di fermentazione che, nella tipologia dolce, puň subire il trattamento termico di pastorizzazione e , nella tipologia piccante, quello della termizzazione.

La coltura di fermenti lattici utilizzata in lavorazione deve essere siero innesto naturale, proveniente da siero residuo della lavorazione precedente che puň essere sottoposto al processo di concentrazione, eventualmente integrato con ceppi isolati da siero innesto di Provolone Valpadana di buona qualitŕ; i sieri innesti devono essere lasciati acidificare a temperatura controllata fino ad ottenere la giusta aciditŕ (20-25°SH/50 ml).

La coagulazione, a temperatura di 37-39°C, č ottenuta secondo le seguenti modalitŕ:

·          per la tipologia dolce con caglio di vitello ove č consentita la presenza di una percentuale di agnello e/o capretto;

·          per la tipologia piccante con caglio di capretto e/o agnello.

Non č ammessa l'aggiunta di lipasi.

 

La filatura della pasta avviene nel rispetto degli usi leali e costanti ed č effettuata dopo fermentazione naturale lattica in modo continuativo esclusivamente su coagulo ottenuto nello stesso caseificio nel quale č avvenuta la lavorazione del latte. Il pH di filatura dovrŕ essere di 4,90 - 5,20 per la tipologia dolce e 4,80 - 5.00 per la tipologia piccante.

Per i formati oltre i 10 Kg č consentito l'uso del conservante E 239.

La modellatura della pasta del formaggio viene effettuata manualmente o con l’ausilio di appositi stampi; successivamente la pasta deve essere sottoposta alla salatura in salamoia, con una concentrazione salina  di 16-22 Bč ed una temperatura non superiore a 15°C, per un periodo di tempo variabile, in relazione al peso della forma, da poche ore fino a trenta giorni.

 

La stagionatura č effettuata in ambienti idonei per temperatura (max 18°C) ed umiditŕ (max 90%), all'interno della zona di produzione.

Il formaggio in stagionatura puň essere rivestito con materiali ricoprenti e/o imballaggi che non alterino le caratteristiche finali del prodotto.

Il periodo minimo di stagionatura puň variare come segue:

·          fino a 4 Kg - stagionatura minima dieci giorni;

·          oltre i 4 Kg - stagionatura minima trenta giorni;

·          oltre 10 Kg e solo per la tipologia piccante, stagionatura minima novanta giorni.

Il formaggio puň essere affumicato.

 

Il formaggio Provolone Valpadana D.O.P. č caratterizzato da forma differenziata, che puň essere: a salame (pancetta/pancettone), a melone (mandarino/mandarone), tronco-conica (gigante/gigantino), a pera anche sormontata da testolina sferica (fiaschetta).

Il peso č variabile in relazione alla forma.

La superficie esterna del formaggio puň presentare leggere insenature determinate dal passaggio delle corde di sostegno.

La crosta, in assenza di rivestimento, si presenta liscia, sottile, di colore giallo chiaro, dorato, talvolta giallo bruno; per il trattamento in superficie č consentito l'uso di paraffina, di materiale ricoprente che puň contenere E 202, E 203, E 235 nei limiti di legge;  in alternativa puň essere utilizzato un imballaggio plastico protettivo.

La pasta č generalmente compatta e puň presentare una leggera e rada occhiatura ed č tollerata una leggera sfogliatura nel formaggio a breve stagionatura, mentre č caratteristica una sfogliatura piů marcata nel formaggio a lunga stagionatura. Il colore č generalmente giallo paglierino.

Il sapore č delicato fino alla stagionatura di tre mesi, pronunciato verso il piccante a stagionatura piů avanzata o con l’uso di caglio di capretto e agnello, utilizzati da soli o congiuntamente.

Nel prodotto al consumo il residuo di E 239 non puň essere superiore a 15 mg/Kg.

Il tenore massimo di acqua deve essere non superiore al 45% nella tipologia dolce e non superiore al 43% nella tipologia piccante.

Il grasso sulla sostanza secca non puň essere inferiore al 44%.

 

7.1.1 - Identificazione del formaggio Provolone Valpadana DOP

Elemento identificativo del formaggio Provolone Valpadana DOP č il contrassegno distintivo della denominazione previsto dal Disciplinare (e definito in DPCM 09.04.93), apposto all’origine dal caseificio produttore su ogni singola forma al momento dell’immissione in magazzino.

Tale contrassegno é riportato su specifico supporto circolare metallico (denominato coccarda), distribuito dal Consorzio di Tutela su richiesta del caseificio e da quest'ultimo apposto mediante sigillatura, sotto la propria  responsabilitŕ, sulle unitŕ di prodotto idonee alla DOP.

Al fine di assicurare la completa identificazione del prodotto, oltre al contrassegno della DOP, sulla coccarda apposta su ogni singola forma sono indicati il codice identificativo e/o il nome del caseificio ed il relativo numero di bollo sanitario (bollo CEE). Qualora il numero di bollo sanitario non fosse  riportato sulla coccarda, esso viene apposto con marchio ad inchiostro sulla singola forma.

La presenza sul prodotto del contrassegno implica la completa conformitŕ del prodotto ai requisiti disciplinati e richiesti per la DOP Provolone Valpadana, a salvaguardia dei presupposti di originalitŕ, dei caratteri di tipicitŕ e identificabilitŕ richiesti dal regolamento (CEE) n. 2081/92.

Qualora il formaggio, in fase di stagionatura, venga rivestito con imballaggio plastico protettivo secondo modalitŕ  che  impediscano l'apposizione della coccarda, č obbligatorio l'utilizzo di imballaggi, previamente autorizzati da CSQA, che riportino il logo della denominazione. Al termine della stagionatura e prima dell'immissione in commercio, detto formaggio dovrŕ essere comunque provvisto della necessaria coccarda da apporre nei modi consueti.

I formati di Provolone Valpadana DOP devono inoltre essere avviati al circuito commerciale corredati da presentazione riportante la seguente dicitura:

"Garantito dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ai sensi dell'art. 110 del Reg. (CE) n. 2081/92".

Prima dell'utilizzo sul prodotto le presentazioni riportanti la dicitura devono essere preventivamente approvate da CSQA.

 

 

7.2 – Zona di produzione

Il territorio delimitato della zona di produzione e trasformazione del latte ed elaborazione del formaggio, nel quale devono essere ubicati tutti i siti di produzione dei soggetti della filiera disciplinata, comprende il territorio amministrativo di seguito specificato:

 

 

 

 

Territorio delimitato della zona di produzione della DOP Provolone Valpadana

 

 

Regione Lombardia

Provincia di Cremona

 

Intero territorio amministrativo

Provincia di Brescia

 

Intero territorio amministrativo

 

Provincia di Bergamo

 

I comuni di:

Torre Pallavicina, Pumenengo, Calcio, Romano di Lombardia, Fontanella, Barbata, Antegnate, Martinengo, Covo, Calcinate, Bolgare, Telgate, Cividate al Piano, Mormico al Serio, Polosco, Carobbio degli Angeli, Chiuduno, Pagazzano, Calvenzano.

 

 

Provincia di Mantova

 

I comuni di:

Asola, Acquanegra sul Chiese, Casalmoro, Canneto sull’Oglio, Casalromano, Bozzolo, Rivarolo Mantovano, Roverbella.

 

 

Provincia di Lodi

I comuni di:

San Rocco al Porto, Caselle Landi, Castelnuovo Bocca d’Adda, Guardamiglio, Santo Stefano Lodigiano, Corno Giovane, Corno Vecchio, Meleti, Maccastorna, Somaglia, Fombio, San Fiorano, Maleo, Codogno, Cavacurta, Camairago, Castiglione d’Adda, Bertonico, Terranova dei Passerini, Casalpusterlengo, Ospedaletto Lodigiano, Orio Litta, Senna Lodigiana, Livraga, Brembio, Turano Lodigiano, Secugnago, Borghetto Lodigiano, Ossago Lodigiano, Villanova del Sillaro, Mairago, Cavenago d’Adda, San Martino in Strada, Massalengo, Pieve Fissiraga, Cornegliano Laudense, Lodi, Corte Palasio, Crespiatica, Abbadia Cerreto, Boffalora d’Adda.

 

 

Regione Veneto

Provincia di Verona

 

Intero territorio amministrativo

Provincia di Vicenza

 

Intero territorio amministrativo

Provincia di Rovigo

 

Intero territorio amministrativo

Provincia di Padova

 

Intero territorio amministrativo

 

Regione Emilia Romagna

Provincia di Piacenza

 

Intero territorio amministrativo

 

Provincia Autonoma di Trento

I comuni di:

Ala, Avio, Besanello, Brentonico, Bieggio Superiore ed Inferiore, Calliano, Folgaria, Isera, Lomaso, Mori, Ronzo Chienis, Rovereto, Trambileno, Vallarsa, Volano, Arco, Dro, Molina di Ledro, Nago, Riva del Garda, Terragnolo, Pomarolo, Villalagarina, Aldeno, Trento, Cimone, Garnica, Terlago, Vezzano, Padergnone, Calavino, Lasino, Cavedine, Drena, Tenno, Fiavč, Grigno, Cinte Tesino, Castello Tesino, Pieve Tesino, Ospedaletto, Ivano Fracena, Strigno, Samone, Bieno, Spera, Scurelle, Carzano, Villagnedo, Castelnuovo, Telve, Telve di Sopra, Torcegno, Ronchi, Borgo, Roncegno, Novaledo, Levico, Vignola Falesina, Frassilongo, Fierozzo, Palů del Fersina, S. Orsola, Bedollo, Baselga di Pinč, Fornace, Civezzano, Pergine, Tenna, Bosentino, Vigolo Vattaro, Vattaro, Calceranica, Caldonazzo, Centa, Lavarone, Luserna.

 

 

7.3 – Requisiti di conformitŕ

I requisiti di conformitŕ intervengono in momenti precisi del processo di realizzazione della DOP Provolone Valpadana, dalla produzione del latte fino alla stagionatura del formaggio, ed hanno carattere di obbligatorietŕ. Viene di seguito riportato l’elenco completo dei requisiti cogenti applicabili, delle pratiche ammesse e dei relativi riferimenti disciplinari, individuati per fase produttiva disciplinata.

 

 

 

 

Fase

 

Requisiti

 

 

Riferimenti

 

1

 

Produzione del latte

 

1.        Ubicazione allevamenti in territorio delimitato

2.        Possesso requisiti igienico sanitari

3.        Identificazione del latte alla stalla

 

 

1 -Disciplinare

2 - DPR n.54/97

3 - Istruzioni MIPAF

 

 

2

 

Raccolta e trasporto del latte

 

4.        Ubicazione raccoglitori (centri di raccolta) in territorio delimitato e possesso requisiti sanitari

5.        Raccolta, trasporto e stoccaggio con separazione fisica del latte conforme dal non conforme

6.        Identificazione e rintracciabilitŕ del latte

 

 

4 – Disciplinare

5 – Disciplinare

5 - DPR n. 54/97

6 – Istruzioni MIPAF

 

 

 

3

 

 

 

Ricevimento e stoccaggio del latte al caseificio

 

7.        Ubicazione caseificio in territorio delimitato e possesso requisiti sanitari

8.        Ricevimento e stoccaggio separato per latte conforme e non conforme

9.        Identificazione e rintracciabilitŕ del latte al ricevimento e in stoccaggio

 

 

7 - Disciplinare

7 - DPR n. 54/97

8 – Disciplinare

9- Istruzioni MIPAF

 

 

4

 

Trasformazione del latte e filatura della pasta

 

10.     Eventuale trattamento di pastorizzazione del latte (tipologia dolce) e termizzazione (tipologia piccante)

11.     Impiego di sieroinnesto naturale proveniente da siero residuo della lavorazione precedente o, in caso di necessitŕ, da caseifici limitrofi(1) (2) (3)

12.     Aciditŕ siero innesto 20 - 25°SH/50 ml

13.     Coagulazione a 37-39°C

14.     Coagulazione con impiego di caglio di vitello per la tipologia dolce (consentita presenza di agnello e/o capretto); coagulazione con impiego di caglio di capretto e/o di agnello per la tipologia piccante; esclusione di aggiunta di lipasi

15.     Eventuale uso del conservante E 239 per formati oltre 10 Kg, con residuo non superiore a 15 mg/Kg nel prodotto al consumo

16.     Filatura dopo fermentazione naturale lattica continuativa della pasta su coagulo ottenuto nello stesso caseificio ove avviene la lavorazione del latte

17.     PH di filatura:  4,90 - 5,20 per tipologia dolce; 4,80 - 5,00 per tipologia piccante.

18.     Modellatura (effettuata a mano o con stampi) con forme finali a salame ( pancetta/pancettone), a melone ( mandarino/mandarone), tronco-conica (gigante/gigantino), a pera anche sormontata da testolina sferica (fiaschetta).

19.     Identificazione e rintracciabilitŕ del prodotto

 

(1) – Nel caso di ripresa della produzione dopo un periodo di interruzione della stessa si ammette l’impiego di sieroinnesto naturale ricavato da precedente lavorazione similare  dello stesso caseificio.

(2) – E' ammesso l’uso integrativo di ceppi autoctoni isolati da siero innesto di Provolone Valpadana di buona qualitŕ.

(3) - Il siero innesto puň essere sottoposto al processo di concentrazione.

 

 

10 - Disciplina transitoria

11 - Disciplina transitoria

12 - Disciplina transitoria

12 – Prot. MIPA n. 62493 del 4.8.98

13 - Disciplina transitoria

14 - Disciplina transitoria

15 - Disciplina transitoria

16 – Disciplinare

17 – Disciplina transitoria

18 -  Disciplina transitoria

19 – Istruzioni MIPAF

 

 

5

 

 

Salatura

 

20.     Salatura in salamoia, con salina a 16-22Bč.

21.     Temperatura non superiore a 15°C.

22.     Salatura in relazione al peso della forma, da poche ore  fino ad un massimo di 30 giorni.

23.     Identificazione e rintracciabilitŕ prodotto in salatura

 

 

20 – Disciplina transitoria

21 –  Disciplina transitoria

22 – Disciplina transitoria

23 - Istruzioni MIPAF

 

 

6

 

Apposizione contrassegno

 

 

24.     Apposizione contrassegno autorizzato (coccarda riportante la dicitura "Garantito dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ai sensi dell'art. 110 del Reg. (CE) n. 2081/92")

25.     Identificazione e rintracciabilitŕ prodotto contrassegnato

 

 

24 - Disciplinare

24 – Legge n. 526/99

25 – Istruzioni MIPAF

 

 

7

 

 

Stagionatura

 

 

26.     Ubicazione stagionatore in territorio delimitato e possesso requisiti sanitari

27.     Stagionatura effettuata in ambienti idonei per temperatura (max 18°C) ed umiditŕ (max 90%)

28.     Eventuali trattamenti in superficie esclusivamente con paraffina, materiale ricoprente che puň contenere E202, E203, E235 nei limiti di legge; in alternativa puň essere utilizzato un imballaggio plastico protettivo, senza alterazione delle caratteristiche finali del prodotto

29.     Periodo minimo di stagionatura di:

·          10 giorni per formati fino a 4 Kg,

·          30 giorni per formati oltre 4 Kg,

·          90 giorni solo per tipologia piccante e formati oltre 10 Kg

30.     Identificazione e rintracciabilitŕ prodotto

 

 

26 – Disciplinare

26 - DPR n. 54/97

27 – Disciplina transitoria

28 - Disciplina transitoria

29 - Disciplina transitoria

30 – Istruzioni MIPAF

 

 

 

8

 

Prodotto DOP

 

31.     Forme consentite a salame (pancetta/pancettone), a melone (mandarino/mandarone), tronco conica (gigante/gigantino), a pera (fiaschetta)

32.     Crosta liscia, sottile, di colore giallo chiaro, dorato, talvolta giallo bruno

33.     Pasta, con colore generalmente giallo paglierino, generalmente compatta, che puň presentare una leggera e rada occhiatura e leggera sfogliatura nel formaggio a breve stagionatura, mentre č caratteristica una sfogliatura piů marcata nel formaggio a lunga stagionatura

34.     Sapore delicato fino alla stagionatura di tre mesi, piů pronunciato verso il piccante a stagionatura piů avanzata o con l'impiego di caglio di capretto e/o agnello

35.     Grasso sulla sostanza secca non inferiore a 44%

36.     Tenore massimo di acqua non superiore a:

·          45 % per la tipologia dolce

·          43% per la tipologia piccante

 

 

31 – Disciplina transitoria

32 – Disciplina transitoria

33 – Disciplina transitoria

34 – Disciplinare

35 – Disciplinare

36 - Disciplina transitoria

 

 

 

 

 


8.0 - Modalitŕ Operative

8.1 - Produzione del latte

Il latte utilizzato per la produzione di Provolone Valpadana č prodotto da stalle ubicate nel territorio delimitato della zona di produzione e da produttori preventivamente notificati all’organismo di controllo e da questo riconosciuti come idonei alla DOP.

Le modalitŕ per la presentazione delle domande e per l’attivazione delle procedure di riconoscimento dei produttori sono descritte nei precedenti paragrafi 5 e 6, rispettivamente.

Il produttore, al fine di garantire la conformitŕ del latte per la trasformazione in formaggio Provolone Valpadana, deve soddisfare i requisiti definiti al paragrafo 7 e possedere e rendere disponibile per i controlli CSQA adeguata documentazione di autocontrollo che evidenzi:

·          il numero di vacche da latte presenti in allevamento;

·          il rispetto dei requisiti igienico sanitari previsti da DPR 14 gennaio 1997, n. 54, art. 11;

·          le produzioni annue.

Tale documentazione deve essere sistematicamente aggiornata a cura del produttore in caso di variazioni sostanziali delle condizioni descritte o di revisione dei requisiti applicabili.

Con frequenza annuale, entro il mese di gennaio, il produttore comunica a CSQA i quantitativi di latte ottenuti nel precedente anno solare.

Al fine di garantire la costante conformitŕ degli allevamenti ai requisiti disciplinati CSQA ha definito, applica e documenta un sistema di controlli alle stalle. Tale sistema prevede il controllo annuale da parte di personale ispettivo CSQA, mediante ispezioni senza preavviso, su campione rappresentativo di produttori pari almeno al 10% dei soggetti riconosciuti. Del 10% del campione complessivo, il 5% viene scelto da MIPAF, dalle Regioni e dalle Provincie autonome interessate ed una quota uguale o maggiore al 5% viene scelta dal Consorzio di Tutela incaricato su segnalazioni di situazioni sospette.

Qualora le segnalazioni pervenute dal Consorzio di Tutela incaricato non risultassero sufficienti a coprire l’aliquota assegnata del 5%, MIPAF e le Regioni e Province autonome interessate provvederanno ad integrare tale quota per la parte mancante.

 

8.2 – Raccolta e trasporto del latte

Le attivitŕ di raccolta e trasporto del latte destinato alla DOP Provolone Valpadana possono essere attuate sia da raccoglitori, cioč soggetti riconosciuti come centri di raccolta (che si interpongono tra allevatore e trasformatore), sia dagli stessi caseifici trasformatori che raccolgono direttamente il latte alla stalla. Tutti i soggetti  responsabili delle attivitŕ di raccolta e trasporto del latte devono essere in possesso dei requisiti previsti ed essere  preventivamente riconosciuti da CSQA.

La modalitŕ di presentazione della domanda di accesso al sistema di controllo e le procedure di riconoscimento per raccoglitori latte e trasformatori sono descritte ai paragrafi 5 e 6, rispettivamente.

Ai fini del riconoscimento iniziale della conformitŕ e del suo successivo mantenimento, raccoglitore e trasformatore devono produrre un proprio elenco di produttori dai quali viene raccolto il latte destinato alla trasformazione in formaggio Provolone Valpadana. Tale elenco deve essere mantenuto aggiornato e messo a disposizione per i controlli di conformitŕ dell’organismo di controllo, effettuati tramite riscontro dei produttori ivi riportati con quelli presenti in Elenco allevamenti di CSQA.

L’aggiornamento deve essere attuato secondo le modalitŕ indicate al paragrafo 6.0 per i produttori per i quali viene richiesto il riconoscimento iniziale e l’inserimento in Elenco allevamenti di CSQA..

In caso di cancellazione di un produttore dall’elenco mantenuto presso il raccoglitore od il trasformatore, per cessazione dell’attivitŕ dello stesso produttore oppure a motivo della cessazione della fornitura di latte, il raccoglitore od il trasformatore interessato č tenuto a comunicare entro 15 giorni a CSQA identificativo del produttore stesso e data di recesso per gli opportuni aggiornamenti dell’elenco detenuto da CSQA.

Il latte raccolto e destinato alla produzione di formaggio Provolone Valpadana deve provenire da stalle ubicate nel territorio delimitato della zona di produzione, preventivamente riconosciute da CSQA ed inserite in Elenco allevamenti di CSQA.

Al fine di garantire l’identificazione, la rintracciabilitŕ e la conformitŕ del latte raccolto e utilizzato per la trasformazione in formaggio Provolone Valpadana il soggetto responsabile della fase della raccolta deve definire e documentare in autocontrollo gli specifici giri di raccolta da effettuare presso i produttori conferenti e deve registrare in apposita documentazione, e per ogni data di raccolta, i quantitativi di latte e la relativa provenienza.

Tutta la documentazione di autocontrollo originata nel corso delle operazioni di raccolta e trasporto deve essere resa disponibile per i controlli CSQA.

Il latte proveniente da allevamenti ubicati al di fuori del territorio delimitato dalla zona di produzione, e comunque non conforme ai requisiti specificati al paragrafo 7.3 (§ 1) o proveniente da produttori non riconosciuti da CSQA, deve essere raccolto in modo separato rispetto al latte conforme, utilizzando appositi e identificati contenitori.

Procedure e sistemi di registrazione in autocontrollo devono permettere di ottenere l’identificazione e la rintracciabilitŕ della totalitŕ del latte e delle cisterne utilizzate durante le operazioni di raccolta, trasporto, eventuale stoccaggio al centro di raccolta e fino al ricevimento al caseificio.

Tali procedure e sistemi di registrazione devono permettere di ricostruire presso il raccoglitore ed il trasformatore, e per ogni giornata di lavorazione, l’origine, i quantitativi, i tank di stoccaggio e la conformitŕ del latte ai requisiti applicabili per la D.O.P. Provolone Valpadana e identificare la destinazione della materia prima.

Nel caso in cui il trasformatore utilizzi per la D.O.P. latte fornito da raccoglitori riconosciuti da CSQA, per ogni data di fornitura, il caseificio deve acquisire e rendere disponibili ai controlli registrazioni adeguate  ad identificare produttori, origine, quantitativi e conformitŕ della materia prima impiegata.

E’ cura del trasformatore, per il latte ricevuto in caseificio e destinato alla D.O.P. Provolone Valpadana, fornire evidenza oggettiva ai controlli CSQA del rispetto dei requisiti di conformitŕ previsti nella suddetta fase e di eventuali non conformitŕ emerse e delle relative modalitŕ di gestione.

 

8.3 - Ricevimento del latte al caseificio

Il caseificio trasformatore deve destinare alla produzione di Provolone Valpadana D.O.P. esclusivamente latte intero conforme ai requisiti di conformitŕ previsti dal Disciplinare ed ai requisiti di qualitŕ igienico-sanitaria previsti dalla legge vigente.  

Al momento del ricevimento il caseificio trasformatore dopo aver valutato la conformitŕ del latte raccolto e verificato, sul foglio di raccolta latte o documentazione equivalente, la relativa provenienza, destina il latte da utilizzare per la produzione di Provolone Valpadana in appositi e identificati contenitori di stoccaggio. Il latte proveniente da fuori zona o non conforme deve essere destinato in contenitori separati, identificati e utilizzati a tale scopo.

Tutti i contenitori di stoccaggio del latte devono essere identificati attraverso un codice o numero.

Il trasformatore, al fine di verificare la provenienza del latte utilizzato per la produzione di Provolone Valpadana e garantire la rintracciabilitŕ lungo tutta la filiera produttiva, deve registrare in autocontrollo al momento del ricevimento del latte, i seguenti dati:

·          Codice identificativo contenitore di stoccaggio;

·          Giri di raccolta latte stoccati nel contenitore;

·          Quantitŕ di latte eventualmente giŕ presente nel contenitore;

·          Quantitŕ totale di latte stoccato nel contenitore;

Tali dati devono essere registrati su apposito documento di autocontrollo al momento del ricevimento del latte.

Con frequenza mensile il caseificio trasformatore comunica a CSQA i quantitativi di latte ricevuti, distinti per ciascun produttore.

 

8.4  - Lavorazione

Il caseificio trasformatore deve essere situato nel territorio della zona di produzione prevista dal Disciplinare. Tutte le operazioni relative alla trasformazione del latte in formaggio, ivi comprese le fasi di maturazione e filatura della pasta, devono essere effettuate all’interno dello stesso caseificio.

Il caseificio procede alla produzione del Provolone Valpadana D.O.P. attraverso le seguenti fasi:

·          Produzione della pasta;

·          Maturazione, filatura, formatura e rassodamento della pasta;

·          Salatura, legatura e asciugatura;

·          Immagazzinamento e stagionatura.

 

8.4.1 - Produzione della pasta

Ai fini di garantire l’identificazione e la rintracciabilitŕ delle lavorazioni e dei prodotti, tutte le caldaie utilizzate per la produzione di Provolone Valpadana devono essere opportunamente identificate dal trasformatore (ad esempio mediante impiego di codice alfanumerico).

Preliminarmente all'immissione in lavorazione il latte puň essere sottoposto ad un trattamento di pastorizzazione (per le trasformazioni destinate all'ottenimento della tipologia dolce) oppure ad un trattamento di termizzazione (per le trasformazioni destinate all'ottenimento della tipologia piccante).

La coltura di fermenti impiegata dal caseificio trasformatore deve essere proveniente dalla fermentazione di siero innesto residuo della precedente lavorazione. I sieri innesti devono essere lasciati acidificare, a temperatura controllata, fino ad una aciditŕ di 20 - 25°SH/50 ml.

Qualora necessario, ad esempio in caso di ripresa produttiva dopo un periodo di interruzione, puň essere utilizzato un siero innesto proveniente da caseifici limitrofi.

Solo in casi particolari, ad esempio cadute di aciditŕ del siero innesto o scarsa attitudine fermentativa dello stesso, possono essere utilizzati ceppi isolati da siero innesto di Provolone Valpadana di buona qualitŕ quali colture integrative del siero innesto naturale.

L’impiego di tali colture deve essere ristretto ai casi di necessitŕ e non puň essere continuativo, ma occasionale. Deve essere, inoltre, opportunamente documentato dal trasformatore; in particolare questi, preventivamente all’impiego, deve richiedere al fornitore della preparazione specifica documentazione che attesti l’origine autoctona dei batteri lattici isolati e la documentazione accessoria comprovante tale origine. Tale documentazione deve essere resa disponibile per i controlli di conformitŕ.

Per la coagulazione del latte viene utilizzato caglio di tipo diverso in base al prodotto da ottenere: viene impiegato caglio di vitello, anche integrato con caglio di agnello e/o capretto, nei casi si voglia produrre Provolone Valpadana D.O.P. nella tipologia dolce, mentre viene impiegato caglio di capretto e/o di agnello, da soli oppure anche congiuntamente, nei casi si voglia produrre Provolone Valpadana nella tipologia piccante.

Al fine di garantire la qualitŕ e la conformitŕ del tipo di caglio utilizzato e permetterne identificazione e rintracciabilitŕ, il caseificio deve richiedere al fornitore le schede tecniche che descrivono le caratteristiche e la tipologia del caglio impiegato e conservare tale documentazione per i controlli CSQA.

La temperatura di coagulazione deve essere compresa tra 37 e 39°C.

Non č ammessa l'aggiunta di lipasi.

Ai fini della evidenza della conformitŕ e della rintracciabilitŕ delle materie prime utilizzate, degli ingredienti e degli elementi disciplinati di conformitŕ, il trasformatore deve registrare in autocontrollo su apposita documentazione (ad esempio Scheda di Produzione Giornaliera Provolone Valpadana), e per ogni data di produzione:

·          Il numero di lavorazioni ed il totale del latte lavorato;

·          Da quali contenitori/Tanks il latte č stato prelevato per le lavorazioni in corso;

·          Quantitŕ di latte immesso e codifica della vasca di coagulazione utilizzata;

·          Gli eventuali trattamenti di pastorizzazione o termizzazione;

·          Il tipo e lotto di caglio utilizzato e la temperatura di coagulazione;

·          Il tipo di siero innesto utilizzato,

·          L'eventuale impiego del conservante E 239.

 

Con frequenza mensile il caseificio trasformatore comunica a CSQA  i quantitativi complessivi di latte ricevuti e destinati alla DOP Provolone Valpadana, suddivisi per giornata lavorativa, ed i corrispondenti quantitativi giornalieri (in numero di pezzi) di formaggio ottenuti e idonei ad essere contrassegnati all’origine con il logo della DOP, suddivisi per categorie di formati e classi di peso omogenei secondo le categorie consolidate dalla prassi ed evidenziate anche nelle registrazioni consortili, con il peso complessivo del quantitativo mensile per ogni categoria di formato,classe di peso e tipologia (dolce o piccante).

 

8.4.2 - Maturazione, Filatura, Formatura e Rassodamento della pasta

Completata la fase di cottura, la pasta viene estratta dalla vasca di coagulazione e depositata su tavoli spersoi per favorire la maturazione, mediante fermentazione naturale lattica, e le successive lavorazioni.

Le operazioni di filatura devono essere effettuate dal caseificio esclusivamente su pasta ottenuta dalla propria lavorazione e dopo fermentazione naturale lattica della stessa.

E' consentito l'eventuale uso del conservante E 239 nella produzione dei formati oltre i 10 Kg: qualora utilizzato, nel prodotto al consumo il residuo di E 239 non puň essere superiore a 15 mg/Kg. ll pH di filatura deve essere di 4,90 - 5,20 per la tipologia dolce, di 4,80 - 5,00 per la tipologia piccante.

Completato il processo di filatura, la pasta viene sottoposta a formatura manuale o meccanica ed eventualmente posta in stampi, per ottenere il prodotto nei formati previsti dal disciplinare.

Nella fase di rassodamento tutti i formati prodotti vengono identificati attraverso l’apposizione della data di produzione. Essa avviene mediante:

a)       matita indelebile – indicazione sulla pasta di giorno/mese o numero di lotto;

b)       esclusivamente per i formati piů piccoli (fino a 4 kg) identificazione del lotto attraverso etichettatura provvisoria e successiva timbratura con la data di produzione  o numero di lotto al momento dell’apposizione della coccarda;

c)       apposizione di sigillo in alluminio con identificazione della produzione.

 

Tali sistemi di identificazione del prodotto consentono di mantenere la rintracciabilitŕ dei formati prodotti lungo tutte le fasi di processo.

 

8.4.3 - Salatura, legatura e asciugatura

Terminata la fase di formatura e relativo rassodamento, i formati di Provolone Valpadana prodotti devono essere  immessi in salamoia, con concentrazione salina di 16-22Bč ed una temperatura non superiore a 15°C,  per conferire al prodotto il giusto grado di sapiditŕ.

Il periodo di permanenza dei formati in salamoia varia, in funzione delle dimensioni dei formati stessi e delle tecniche di salatura: in ogni caso il tempo di permanenza in salamoia non puň superare il massimo di 30 giorni.

Il caseificio trasformatore deve definire le modalitŕ di registrazione in autocontrollo delle operazioni di salatura, tali da permettere la rintracciabilitŕ, secondo quanto necessario, durante tutta la fase considerata e garantire la conformitŕ del prodotto finale.

Completata la fase di salatura i formati vengono lavati con acqua, legati con corde e/o messi in reticelle di materiale sintetico e posti a sostare in un ambiente idoneo per la loro asciugatura.

 

8.4.4 - Immagazzinamento e stagionatura

Terminata la fase di asciugatura, i vari formati ottenuti vengono posti in magazzini idonei per la fase di stagionatura. Tale fase deve essere effettuata mantenendo adeguate condizioni di temperatura (max 18°C) ed umiditŕ (max 90%, come umiditŕ relativa).

Nel corso delle fasi di immagazzinamento e stagionatura sono consentiti i trattamenti e/o l'utilizzo dei materiali ricoprenti e/o imballaggi purché non alterino le caratteristiche finali del prodotto e quindi non incidenti né sulla crosta, né sulla pasta e neppure sul sapore. Per il trattamento in superficie é consentito l'uso di paraffina, di materiale ricoprente che puň contenere E 202 (sorbato di potassio), E 203 (sorbato di calcio), E 235 (natamicina) nei limiti previsti dalla legislazione vigente; in alternativa puň essere utilizzato un imballaggio plastico protettivo.

I trattamenti in superficie eventualmente utilizzati devono essere dichiarati nell'etichettatura del prodotto.

Qualora il materiale ricoprente utilizzato contenga E 235 e/o sorbati ammessi, il caseificio e lo stagionatore che effettua il trattamento deve effettuare analisi su prodotto finito conforme alla DOP, con le frequenze  previste in Tabella 1 del paragrafo 8.4.5, al fine di accertare in autocontrollo il rispetto dei limiti previsti dalla legislazione vigente in materia.

I formati di Provolone Valpadana, al momento dell’immissione in magazzino di stagionatura, oltre ad essere identificati dalla data di produzione secondo i criteri prima evidenziati al punto 8.4.3, sono provvisti del contrassegno distintivo della DOP , nelle modalitŕ previste dal precedente punto 7.1.1, recante il logo che identifica la denominazione di origine protetta Provolone Valpadana D.O.P.

Al fine di assicurare la completa identificazione del prodotto, oltre al contrassegno della DOP, sulla coccarda sono indicati il codice identificativo e/o il nome del caseificio ed il relativo numero di bollo sanitario (bollo CEE). Qualora il numero del bollo sanitario non fosse presente sulla coccarda, esso viene apposto con marchio ad inchiostro su ogni singola forma.

Ai fini della completa conformitŕ del prodotto alla disciplina della DOP Provolone Valpadana, il formaggio deve permanere presso soggetti riconosciuti da CSQA almeno per il previsto periodo minimo di stagionatura.

Al fine di ottenere l’identificazione e la rintracciabilitŕ dei formati prodotti lungo tutta la fase di stagionatura il trasformatore o lo stagionatore riconosciuti devono registrare in autocontrollo i movimenti di magazzino.

In particolare per il caseificio il carico (le produzioni avviate alla DOP)  e lo scarico (le vendite) per ogni singolo lotto; per lo stagionatore, per ogni lotto:

·          La data  in cui i prodotti entrano o escono dal magazzino;

·          Il tipo, il numero, il peso complessivo e la data di produzione dei formati in ingresso;

·          Il tipo, il numero, il peso complessivo e la data di produzione dei formati in uscita.

 

Tali dati devono essere resi disponibili ai controlli di conformitŕ effettuati da CSQA.

 

Di tutti i prodotti riportanti inizialmente il contrassegno della DOP e successivamente esclusi dal circuito della DOP  Provolone Valpadana deve essere tenuta adeguata registrazione e resa disponibile ai controlli la relativa documentazione.

Il formaggio Provolone Valpadana, prima di poter essere considerato completamente conforme alla disciplina della DOP, deve essere stagionato per un periodo minimo (compresa la data di produzione) di:

·          10 giorni, per i formati fino a 4 Kg;

·          30 giorni per i formati oltre i 4 Kg;

·          90 giorni, esclusivamente per la tipologia piccante oltre i 10 Kg.

 

8.4.5 - Prodotto finito

Il caseificio, o lo stagionatore, si accertano, in autocontrollo, che il prodotto finito conforme alla D.O.P. presenti i seguenti requisiti di conformitŕ:

·          forma consentita a salame (pancetta/pancettone), a melone (mandarino/mandarone), tronco conica (gigante/gigantino), a pera anche sormontata da testolina sferica (fiaschetta);

·          grasso sulla sostanza secca non inferiore al 44 %;

·          tenore massimo di acqua non superiore al 45% nella tipologia dolce e non superiore al 43% nella tipologia piccante;

·          E 239, nella misura massima di 15 mg/kg, E 202, E203, E235 nel limiti di legge (qualora utilizzati);

·          crosta: liscia, sottile, lucida, di colore giallo dorato, talvolta giallo bruno;

·          pasta: generalmente compatta, puň presentare una leggera e rada occhiatura ed una leggera sfogliatura nel formaggio a breve stagionatura, mentre č caratteristica una sfogliatura piů marcata nel formaggio a lunga stagionatura. Il colore č generalmente giallo paglierino.

·          sapore delicato fino alla stagionatura di tre mesi, pronunciato verso il piccante a stagionatura piů avanzata o quando si sia fatto uso di caglio di capretto o agnello (utilizzati da soli o congiuntamente);

 

In particolare la conformitŕ per forma e peso viene documentata in autocontrollo mediante registrazione, distinta per i formati disciplinati,  dei quantitativi ottenuti e dei quantitativi immessi in commercio, su apposita documentazione.

I requisiti di conformitŕ relativi alla pasta, al sapore ed alle caratteristiche della crosta sono accertati in autocontrollo dallo stagionatore mediante valutazione del prodotto prima della sua immissione al commercio. I risultati di tale autocontrollo devono essere opportunamente registrati su apposita documentazione, con gli specifici riferimenti identificativi dei lotti di prodotto esaminati.

Qualora il prodotto risultasse non conforme ai requisiti disciplinati, il detentore č tenuto alla esclusione del prodotto dal circuito della DOP, alla rimozione del contrassegno (coccarda) ed alla registrazione dei formati e dei quantitativi oggetto di tali interventi.

I requisiti di conformitŕ relativi ai tenori di materia grassa in rapporto alla sostanza secca, umiditŕ, E 239 (se utilizzato), E 202, E203, E235 (se utilizzati) devono essere accertati in autocontrollo mediante analisi di laboratorio, da effettuarsi a cura del trasformatore e con frequenza variabile in ragione dei volumi produttivi, come da successiva Tabella 1, su campione casuale di prodotto idoneo alla D.O.P. Provolone Valpadana (qualsiasi formato e peso). La relativa documentazione di analisi deve essere conservata dal caseificio, con i riferimenti identificativi del lotto di prodotto analizzato.

 

Tabella 1 - Frequenza analisi in autocontrollo

 

Quantitativo prodotto avviato a  DOP

 

 

Controlli analitici per quantitativo

 

 

 

ogni 500 tonnellate

 

2 analisi

 

 

Note

1 - I riscontri analitici devono essere pianificati, e successivamente tempestivamente effettuati su prodotto rispondente ai requisiti della DOP, secondo  la frequenza sopra indicata per ogni  quantitativo, o frazione risultante, di prodotto avviato alla DOP;

2 - I lotti di prodotti sottoposti ad analisi, opportunamente identificati, devono essere trattenuti per le successive decisioni fino ad accertamento dei requisiti analitici.

 

 

Qualora il campione esaminato risultasse non conforme a requisiti disciplinati, il caseificio č tenuto a ripetere la valutazione su un ulteriore campione prelevato dalla medesima forma; nel caso la  non conformitŕ fosse confermata il lotto interessato deve essere escluso dal circuito della DOP Provolone Valpadana ed opportunamente trattato; deve essere inoltre attuato un piano di autocontrollo analitico rinforzato, per una durata di 3 mesi, con ulteriore campionamento e determinazione analitica a cadenza mensile dei parametri risultati non conformi.

 

Annualmente CSQA esegue campionamento e analisi del prodotto ai fini dell’accertamento della conformitŕ per i requisiti disciplinati relativi a grasso sul secco, umiditŕ, E 239, E 202, E203, E 235 secondo le frequenze riportate in Tabella 2.

 

Tabella 2 - Frequenza analisi CSQA

Quantitŕ di prodotto DOP

 

 

 

Fino a 1500 Ton

da 1501 a 3500 Ton

Da 3501 a 7000 Ton

Maggiore di 7000 Tonn

 

1 analisi / anno

 

2 analisi / anno

 

3 analisi / anno

 

4 analisi / anno

 

Il campionamento del formaggio, ai fini delle successive determinazioni analitiche, puň essere effettuato mediante taglio e porzionatura per i formati piů piccoli oppure tassellatura e prelievo di carota mediante sonda cilindrica per i formati di maggiori dimensioni.

Nel caso di prelievo per campionamento CSQA, sono formate tre unitŕ campionarie delle quali una rimane a disposizione del caseificio e le due rimanenti sono inviate al Laboratorio da CSQA, una per l’esecuzione delle prove e la seconda in caso di eventuali esigenze di ripetizioni delle stesse (ad esempio in caso di contestazioni motivate degli esiti analitici).

I lotti di prodotti sottoposti a campionamento ed analisi di CSQA, opportunamente identificati, devono essere trattenuti fino ad accertamento dei requisiti analitici.

I prodotti risultanti non conformi devono essere sottoposti all’operazione di eliminazione del contrassegno distintivo della DOP, mediante asportazione della coccarda, ed opportunamente trattati.

Tutta la documentazione di registrazione derivante dall’attivitŕ di autocontrollo ed i formati prodotti e identificati con il contrassegno distintivo della DOP devono essere messi a disposizione per i controlli di CSQA..

 

8.5 - Designazione e presentazione del formaggio Provolone Valpadana DOP

Il formaggio Provolone Valpadana DOP immesso in commercio deve presentare, su ogni singola forma, il contrassegno distintivo della DOP apposto all'origine mediante coccarda rilasciata al trasformatore dal Consorzio detentore del marchio. Devono essere impiegati esclusivamente i contrassegni del Consorzio di Tutela, che si impegna a fornirli a tutti i soggetti aventi titolo per richiederli, sia soci che non soci.

Le forme possono essere provviste di etichette, previamente autorizzate, che potranno riportare, con carattere di scrittura e/o di dimensioni non confondibili con la denominazione "Provolone Valpadana", l'indicazione della specifica tipologia, ovvero dolce o piccante.

Le suddette diciture potranno essere utilizzate anche su altro materiale destinato alla presentazione del formaggio, quali ad esempio pelure di carta o imballaggi plastici.

Le forme di Provolone Valpadana DOP devono inoltre essere avviate al circuito commerciale corredate con presentazione riportante la dicitura "Garantito dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ai sensi dell'art. 10 del Reg. (CEE) 2081/92)".

Prima del loro utilizzo tali presentazioni devono essere preventivamente approvate da CSQA.

 


9.0 – Non conformitŕ e sanzioni

 

Se a seguito delle attivitŕ di autocontrollo, cosě come identificate dal presente Piano dei Controlli, sono evidenziate situazioni di non conformitŕ rispetto ai requisiti disciplinati il soggetto interessato deve provvedere a mantenerne registrazione su adeguata documentazione e attuare una gestione del prodotto o del processo non conformi in modo da riportarli, quando possibile, all’interno dei requisiti di conformitŕ definiti Piano.

In particolare, qualora la situazione di non conformitŕ emergesse dalle analisi in autocontrollo per il parametro grasso sulla sostanza secca oppure umiditŕ, il caseificio deve attuare un piano analitico rinforzato, in accordo con le modalitŕ e le frequenze specificatamente definite al paragrafo 8.4.4.

Nel caso in cui la non conformitŕ sia tale da non permettere il ripristino delle condizioni di conformitŕ previste i soggetti interessati devono fornire sufficiente evidenza del fatto che il prodotto non č stato immesso nel circuito della DOP o commercializzato con la denominazione Provolone Valpadana.

Tutte le informazioni relative alla gestione delle non conformitŕ devono essere conservate e rese accessibili ai controlli CSQA.

Per la gestione delle non conformitŕ che si dovessero presentare durante i controlli di conformitŕ effettuati da CSQA si rimanda ai contenuti specifici delle colonne relative al Trattamento delle non Conformitŕ ed alle Azioni Correttive del Piano dei Controlli (par. 10) ed ai criteri generali definiti del “Regolamento per le attivitŕ di controllo e certificazione di conformitŕ dei prodotti agroalimentari DOP/IGP/AS (Documento CSQA RCP 002 )”.

In particolare, tutte le situazioni di non conformitŕ evidenziate nel corso dei controlli effettuati da CSQA che comportano la sospensione del soggetto interessato dal sistema di certificazione della DOP comportano anche l’esclusione del relativo prodotto dal circuito della DOP Provolone Valpadana.

Inoltre si procederŕ ad attivare la procedura di sospensione dal sistema di controllo e certificazione qualora si verificasse il caso che presso un soggetto della filiera Provolone Valpadana DOP la medesima situazione di non conformitŕ, quando classificata come grave, si reiterasse per piů di due volte nel corso dei controlli di conformitŕ effettuati nell’arco di un triennio.

Tutti le sanzioni relative a provvedimenti di sospensione e di revoca dal sistema di controllo e certificazione saranno comunicati a MIPAF ed alle Regioni e Province Autonome interessate.

 

 


10.0 – Piano dei controlli

10.1 – Allevamenti

 

Soggetto

Procedura o fase del processo

 

Requisiti

 

(Par. 7.3)

 

Autocontrollo

Attivitŕ di controllo

Tipo di controllo

Entitŕ del controllo per anno

Elemento controllato

Documentazione comunicata a MIPAF

Non conformitŕ

Gravitŕ della non conformitŕ

Trattamento della non conformitŕ

Azione correttiva

 

 

Categoria

Descrizione

 

 

 

(in %)

 

 

 

 

 

 

Allevamento

 

1

Riconoscimento iniziale

Ubicazione

(Requisito 1)

In territorio delimitato Disciplinare

(par. 7.2)

Produttore presenta a CSQA  richiesta di accesso al sistema di controllo e certificazione

Controllo richiesta

 

D

 

Ad ogni richiesta

 

Allevamento richiedente

 

Elenco allevamenti e capacitŕ produttiva alla fine di ogni anno solare

 

Ubicazione fuori territorio

 

Grave

 

Diniego riconoscimento

 

 

2

 

 

 

(cfr. paragrafo 5.0)

 

 

 

 

 

Carenze della documentazione

 

 

Lieve

Sospensione procedura di riconoscimento 

 

 

Richiesta integrazione documentazione

 

3

 

Adeguatezza strutture, impianti

(requisito 2)

Possesso autorizzazione sanitaria

Allega a richiesta autorizzazione  e documentazione prevista in paragrafo 5.0

Controllo presenza documentazione e vigenza autorizzazione

 

D

 

Ad ogni richiesta

 

Allevamento richiedente

 

 

Carenze della documentazione

 

Lieve

Sospensione procedura di riconoscimento

Richiesta integrazione

documentazione

 

4

 

 

 

(estremi iscrizione CCIAA aut. Sanitaria, dati informativi allevamento)

 

 

 

 

 

Non vigenza autorizzazione

Grave

Sospensione procedura di riconoscimento fino a ripristino vigenza autorizzazione

 

 

Verifica adeguamento documentazione con autorizzazione vigente

 

5

 

 

 

 

Verifica ispettiva adeguatezza e coerenza con richiesta

 

I

Ad ogni richiesta

Allevamento richiedente

 

Imprecisioni documentali

Lieve

Notifica carenza

Richiesta adeguamento documentazione

 

6

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mancata adeguatezza condizioni

Grave

Sospensione procedura di riconoscimento

 

 

Attesa adeguamento e  presentazione nuova richiesta

 

7

Mantenimento dei requisiti

Ubicazione

(requisito 1)

In territorio delimitato

Produttore comunica a CSQA variazioni ubicazione

(cfr. par. 5.4)

Controllo modifiche comunicate

 

D

Ad ogni comunicazione di modifica

 

Allevamento riconosciuto

 

Elenco allevamenti

Mancata comunicazione

 

Lieve

Notifica carenza

Adeguamento Elenco Allevamenti

 

8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuova ubicazione fuori territorio delimitato

 

Grave

Revoca riconoscimento

 

Allevamento

9

 

Adeguatezza strutture, impianti

(requisito 2)

Vigenza autorizzazione sanitaria

Produttore comunica a CSQA modifiche possesso o vigenza autorizzazione come da par. 5.4

Controllo modifiche comunicate

 

D

 

Ad ogni comunicazione

 

Allevamento riconosciuto

 

 

Mancata comunicazione variazione

 

Grave

Sospensione produttore da sistema di certificazione fino a notifica ripristino vigenza autorizzazione

 

Attesa notifica ripristino vigenza autorizzazione

 

10

Cessazione attivitŕ

Cessazione attivitŕ

Comunicazione cessazione

Produttore comunica a CSQA cessazione attivitŕ

 

Controllo comunicazione cessazione attivitŕ

 

D

 

 

Ad ogni comunicazione

 

Allevamento riconosciuto

 

Elenco allevamenti

 

Mancata comunicazione

 

Grave

 

Revoca riconoscimento

 

 

 

11

Allevamento del bestiame

Identificazione bovine

(requisito 3)

Identificazione bovine

Produttore identifica bovine mediante adeguata modalitŕ (es. sistemi di  identificazione ai fini sanitari)

Controllo identificazione bovine presso produttore

 

I

1 controllo su

10 % dei soggetti riconosciuti

 

Allevamento riconosciuto

 

 

Identificazione carente (es. perdita alcuni contrassegni)

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

Notifica carenza

Richiesta adeguamento

 

12

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Assenza identificazione  bovine

 

Grave

Sospensione del produttore dal sistema di certificazione

 

Richiesta adeguamento e attesa notifica e verifica ispettiva supplementare

 

13

 

 

Registrazione identificazione bovine

Produttore registra identificazione bovine

Controllo registrazione dati identificativi bovine

 

I

1 controllo su 10% dei soggetti riconosciuti

 

Allevamento riconosciuto

 

Registrazioni non aggiornate

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni

 

14

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

Grave

Sospensione produttore da sistema di certificazione

 

Attesa notifica adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

 

15

Latte pronto per conferimento o vendita

Identificazione e rintracciabilitŕ

(Requisito 3)

Quantitativi latte

Registrazione giornaliera dei quantitativi conferiti o ceduti

Controllo registrazioni quantitativi conferiti o ceduti

 

I

1 controllo su 10 % dei soggetti riconosciuti

 

Allevamento riconosciuto

 

Registrazioni incomplete o imprecise

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni

 

16

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni mancanti

Grave

Sospensione da circuito DOP

Richiesta adeguamento registrazioni, attesa notifica adeguamento e verifica ispettiva supplementare

 

17

 

 

 

Produzioni annuali

Produttore comunica a CSQA quantitativi prodotti nell’anno solare e relative destinazioni (entro mese gennaio successivo)

 

D

 

100 % del prodotto

 

Allevamento riconosciuto

Quantitŕ immesse nel circuito (quanto e dove) per ciascun allevamento

Ritardata comunicazione

 

Lieve

 

Notifica carenza

Richiesta invio comunicazione entro 15 gg

 

18

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mancata comunicazione quantitativi entro 15 gg da richiesta

 

Grave

 

Sospensione del produttore dal sistema di certificazione

Adeguamento comunicazioni, eventuale verifica ispettiva supplementare

 


10.2 – Raccolta e trasporto del latte

 

 

Soggetto

Procedura o fase del processo

 

Requisiti

 

(Par. 7.3)

 

Autocontrollo

Attivitŕ di controllo

Tipo di controllo

Entitŕ del controllo per anno

Elemento controllato

Documentazione comunicata a MIPAF

Non conformitŕ

Gravitŕ della non conformitŕ

Trattamento della non conformitŕ

Azione correttiva

 

 

Categoria

Descrizione

 

 

 

(in %)

 

 

 

 

 

 

Raccoglitore di latte

 

19

Riconoscimento iniziale

Ubicazione

(requisito 4)

In territorio delimitato Disciplinare

(par. 7.2)

Raccoglitore presenta a CSQA  richiesta di accesso al sistema di controllo e certificazione (cfr. paragrafo 5.0)

 

Controllo richiesta

 

D

 

Ad ogni richiesta

 

Raccoglitore richiedente

 

Elenco raccoglitori

 

Ubicazione fuori territorio

 

Grave

 

Diniego riconoscimento

 

 

20

 

Adeguatezza strutture, impianti

(requisii 4 - 5)

Possesso autorizzazione sanitaria

Allega a richiesta autorizzazione  e documentazione prevista in paragrafo 5.0

Controllo presenza documentazione e vigenza autorizzazione

 

D

 

Ad ogni richiesta

 

Raccoglitore richiedente

 

 

Carenze della documentazione

 

Lieve

Sospensione procedura di riconoscimento 

Richiesta integrazione documentazione

 

21

 

 

 

(estremi iscrizione CCIAA aut. Sanitaria, descrizione, mezzi, impianti ed attrezzature che garantiscono  la separazione  fisica da latte non conforme)

 

 

 

 

 

 

Non vigenza autorizzazione

Grave

Sospensione procedura di riconoscimento fino a ripristino vigenza autorizzazione

 

Verifica adeguamento documentazione con autorizzazione vigente

 

22

 

 

 

 

Verifica ispettiva coerenza con richiesta

 

I

Ad ogni richiesta

Raccoglitore richiedente

 

Imprecisioni documentali

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

Notifica carenza

Richiesta adeguamento documentazione

 

 

23

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mancata adeguatezza condizioni

Grave

Sospensione procedura di riconoscimento

 

Attesa adeguamento e presentazione nuova richiesta

 

 

24

Mantenimento dei requisiti

Ubicazione

(requisito 4)

In territorio delimitato

Raccoglitore comunica a CSQA variazioni ubicazione (cfr. par. 5.4)

 

Controllo modifiche comunicate

 

D

 

Ad ogni comunicazione di modifica

 

Raccoglitore riconosciuto

 

Elenco raccoglitori

Mancata comunicazione

 

Lieve,

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento documentazione

 

25

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuova ubicazione fuori territorio delimitato

 

 

Grave

Revoca riconoscimento

 

Raccoglitore di latte

 

26

 

Adeguatezza strutture, impianti

(requisiti 4-5)

Vigenza autorizzazione sanitaria

Raccoglitore comunica modifiche vigenza autorizzazione

Controllo modifica vigenza autorizzazione

 

D

Ad ogni comunicazione di modifica e adeguatezza

 

Raccoglitore riconosciuto

 

Autorizzazione non vigente, omessa comunicazione

 

Grave

Sospensione raccoglitore da sistema di certificazione fino a ripristino vigenza autorizzazione

 

 

Attesa notifica ripristino vigenza autorizzazione

 

27

 

 

Modifiche a strutture, impianti ed attrezzature

 

 

Raccoglitore comunica modifiche come da par. 5.4

Controllo modifiche

 

D

Ad ogni comunicazione di modifica

 

Raccoglitore riconosciuto

 

Mancata comunicazione su aspetti sostanziali di rintracciabilitŕ

 

Grave

Sospensione raccoglitore da sistema di certificazione e richiesta ripristino condizioni conformitŕ

Verifica notifica ripristino condizioni  conformi  e verifica ispettiva supplementare

 

28

Cessazione attivitŕ

Cessazione attivitŕ

Comunicazione cessazione

Raccoglitore comunica a CSQA cessazione attivitŕ

 

Controllo comunicazione cessazione attivitŕ

 

D

 

 

Ad ogni comunicazione

 

 

Raccoglitore riconosciuto

 

Elenco raccoglitori

 

Mancata comunicazione

 

Grave

 

Revoca riconoscimento

 

 

29

Raccolta o acquisto di latte

Identificazione e rintracciabilitŕ latte

(requisito 3-6)

Latte proveniente da produttori riconosciuti

Il raccoglitore si accerta presenza e correttezza della documentazione di raccolta (per origine e quantitŕ)

 

Controllo idoneitŕ documentazione di fornitura

 

I

 

1 controllo su 100 % soggetti 

 

Raccoglitore  riconosciuto

 

Latte proveniente da produttori non riconosciuti o assenza documentazione di fornitura

 

Grave

Sospensione raccoglitore da sistema di certificazione e

Richiesta adeguamento e verifica ispettiva supplementare

 

 

30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Documentazione carente o imprecisa

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

RRichiesta adeguamento documentazione e richiesta invio evidenze a CSQA

 

31

 

 

Quantitativi giornalieri latte

Registrazione giornaliera dei quantitativi raccolti e relativa provenienza

Controllo idoneitŕ registrazioni giornaliere  quantitativi raccolti e provenienza

 

I

 

1 controllo su 100 % soggetti 

 

Raccoglitore  riconosciuti

 

 

Registrazioni incomplete o imprecise

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Richiesta adeguamento registrazioni

Verifica adeguamento registrazioni

 

32

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni  assenti

 

Grave

Sospensione raccoglitore da sistema di certificazione

Richiesta  adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

Raccoglitore di latte

 

33

 

 

 

Produzioni

Raccoglitore comunica ogni mese a CSQA quantitativi ritirati e provenienza

Controllo quantitŕ  comunicate

 

D

 

100 % prodotto

Raccoglitore riconosciuto

Quantitŕ immesse nel circuito (quanto e da dove) per ciascun produttore

Ritardata comunicazione quantitativi

 

Lieve

Notifica carenza

Sollecito adeguamento comunicazioni entro 15 gg

34

 

 

 

(entro 15 mese successivo)

 

 

 

 

 

Mancata comunicazione quantitativi entro 15 gg da sollecito

 

Grave

Sospensione del raccoglitore da sistema di certificazione

Adeguamento comunicazione e verifica ispettiva supplementare

 

 

35

 

Conformitŕ al disciplinare

(requisito 5)

Trasporto con separazione fisica del latte non conforme

Impiego di automezzi e modalitŕ di raccolta adeguati  con documentazione dei giri di raccolta

 

Controllo idoneitŕ automezzi e adeguatezza modalitŕ di raccolta, documentazione giri di raccolta e coerenza con dati di raccolta

 

I

 

1 controllo su 100 % soggetti 

 

Raccoglitore  riconosciuto

 

 

Miscele con latte non conforme

 

Grave

Sospensione raccoglitore da sistema di certificazione

Richiesta adeguamento raccolta e verifica ispettiva supplementare

 

36

Stoccaggio latte al centro di raccolta

Identificazione e rintracciabilitŕ

(requisito 6)

Identificazione

Raccoglitore identifica contenitori (tank) per stoccaggio

Controllo idoneitŕ Identificazioni contenitori di stoccaggio

 

I

1 controllo su 100% dei raccoglitori

 

Raccoglitore riconosciuto

 

 

 Identificazione imprecisa o carente

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

 

Richiesta adeguamento identificazione ed eventuale verifica ispettiva supplementare

 

37

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Identificazione assente

Grave

Sospensione raccoglitore da sistema di certificazione

Richiesta adeguamento identificazione e verifica ispettiva supplementare

 

38

 

 

Rintracciabilitŕ

Raccoglitore registra provenienza latte, quantitŕ e contenitori utilizzati per stoccaggio

Controllo idoneitŕ registrazioni

 

I

1 controllo su 100% dei raccoglitori

 

Raccoglitore riconosciuto

 

 

Registrazioni incomplete o imprecise

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni ed eventuale verifica ispettiva supplementare

 

39

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

Grave

Sospensione raccoglitore da sistema di certificazione

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

 

Raccoglitore di latte

 

40

Latte pronto per la vendita

Identificazione e rintracciabilitŕ

(requisito 6)

Rintracciabilitŕ

Raccoglitore registra contenitori di stoccaggio, quantitŕ e destinazione del latte venduto

Controllo idoneitŕ registrazioni

 

I

1 controllo su 100% dei raccoglitori

 

Raccoglitore riconosciuto

 

 

Registrazioni incomplete o imprecise

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni ed eventuale verifica ispettiva supplementare

 

41

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

Grave

Sospensione raccoglitore da sistema di certificazione

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

 

 

 

42

 

 

Produzioni

Raccoglitore comunica ogni mese a CSQA quantitativi venduti e destinazione

Controllo quantitŕ  comunicate

 

D

 

100 % prodotto

Raccoglitore riconosciuto

Quantitŕ immesse nel circuito (quanto e dove) per ciascun raccoglitore

Ritardata comunicazione quantitativi

 

Lieve

Notifica carenza

Sollecito adeguamento comunicazioni entro 15 gg

 

43

 

 

 

(entro il 15 del mese successivo) 

 

 

 

 

 

Mancata comunicazione quantitativi entro 15 gg da sollecito

 

Grave

Sospensione del raccoglitore da sistema di certificazione

Adeguamento comunicazione e verifica ispettiva supplementare

 

 


10.3 – Trasformazione del latte, maturazione e filatura della pasta, salatura e stagionatura del prodotto

 

 

Soggetto

Procedura o fase del processo

 

Requisiti

 

(Par. 7.3)

 

Autocontrollo

Attivitŕ di controllo

Tipo di controllo

Entitŕ del controllo per anno

Elemento controllato

Documentazione comunicata a MIPAF

Non conformitŕ

Gravitŕ della non conformitŕ

Trattamento della non conformitŕ

Azione correttiva

 

 

Categoria

Descrizione

 

 

 

(in %)

 

 

 

 

 

 

Trasformatore

 

44

Riconoscimento iniziale

Ubicazione

(requisito 7)

In territorio delimitato Disciplinare

 

Trasformatore presenta a CSQA  richiesta di accesso al sistema di controllo e certificazione

Controllo richiesta

 

D

 

Ad ogni richiesta

 

Trasformatore richiedente

 

Elenco caseifici  e capacitŕ produttiva

 

Ubicazione fuori territorio

 

Grave

 

Diniego riconoscimento

 

 

45

 

 

 

(cfr. paragrafo 5.0)

 

 

 

 

 

Carenze della documentazione

 

 

Lieve

Sospensione procedura di riconoscimento

 

Richiesta integrazione della documentazione

 

 

 

46

 

Adeguatezza strutture, impianti

(requisito 7-8)

Possesso autorizzazione sanitaria

Allega a richiesta autorizzazione  e documentazione prevista in paragrafo 5.0

Controllo presenza documentazione e vigenza autorizzazione

 

D

 

Ad ogni richiesta

 

Trasformatore richiedente

 

 

Carenze della documentazione

 

Lieve

Sospensione procedura di riconoscimento

Richiesta integrazione documentazione

 

47

 

 

 

(estremi iscrizione CCIAA aut. Sanitaria, dati informativi caseificio)

 

 

 

 

 

Non vigenza autorizzazione

Grave

Sospensione procedura di riconoscimento fino a ripristino vigenza

Verifica ripristino vigenza autorizzazione

 

48

 

 

 

 

Verifica ispettiva coerenza con richiesta

 

I

Ad ogni richiesta

Trasformatore richiedente

 

Imprecisioni documentali

 

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento documentazione

 

 

 

49

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mancata adeguatezza condizioni

 

Grave

Sospensione procedura di riconoscimento

Attesa presentazione nuova richiesta

 

50

Mantenimento dei requisiti

Ubicazione

(requisito 7)

In territorio delimitato

Trasformatore comunica a CSQA variazioni ubicazione

 

Controllo modifiche comunicate

 

D

 

Ad ogni comunicazione di modifica

 

Trasformatore riconosciuto

 

Elenco caseifici

Mancata comunicazione

 

Lieve

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento documentazione

 

51

 

 

 

(cfr. par. 5.4)

 

 

 

 

 

Nuova ubicazione fuori territorio delimitato

 

 

 

Grave

Revoca riconoscimento

 

Trasformatore

 

52

 

Adeguatezza strutture, impianti

(requisiti 7-8)

Vigenza autorizzazione sanitaria

Trasformatore comunica modifiche vigenza autorizzazione

Controllo modifica vigenza autorizzazione

 

D

Ad ogni comunicazione di modifica

 

Trasformatore riconosciuto

 

Autorizzazione non vigente, omessa comunicazione

 

Grave

Sospensione trasformatore da sistema di certificazione fino a ripristino vigenza autorizzazione

 

Attesa notifica ripristino vigenza autorizzazione

 

53

 

 

Modifiche a strutture, impianti ed attrezzature

Trasformatore comunica modifiche come da par. 5.4

Controllo modifiche

 

D

Ad ogni comunicazione di modifica

 

Trasformatore riconosciuto

 

Mancata comunicazione su aspetti sostanziali di rintracciabilitŕ

 

Grave

Sospensione trasformatore da sistema di certificazione

Richiesta notifica ripristino condizioni e verifica ispettiva supplementare

 

 

54

Cessazione attivitŕ

Cessazione attivitŕ

Comunicazione cessazione

Trasformatore comunica a CSQA cessazione attivitŕ

 

Controllo comunicazione cessazione attivitŕ

 

D

 

Ad ogni comunicazione

 

Trasformatore riconosciuto

 

Elenco caseifici

 

Mancata comunicazione

 

Grave

 

Revoca riconoscimento

 

 

55

Accettazione e ricevimento materia prima

Identificazione e rintracciabilitŕ

(requisito 9)

Identificazione  e rintracciabilitŕ al ricevimento

Trasformatore si accerta della corretta documentazione e provenienza della fornitura (allevamenti e/o raccoglitori riconosciuti)

Controllo idoneitŕ documentazione approvvigionamento

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Documentazione incompleta

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento  documentazione ed eventuale verifica ispettiva supplementare

 

 

 

56

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Provenienza non conforme o documentazione assente

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

 

Richiesta adeguamento o registrazioni e  verifica ispettiva supplementare

 

 

57

 

 

Quantitŕ

Trasformatore registra quotidianamente quantitativi ritirati e provenienza

 

Controllo idoneitŕ registrazioni

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Registrazioni  incomplete

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento documentazione ed eventuale verifica ispettiva supplementare

 

58

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

Grave

Sospensione del trasformatore da sistema di certificazione

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

 

Trasformatore

 

59

 

 

 

Trasformatore comunica  ogni mese a CSQA quantitativi ritirati  e provenienza

Controllo comunicazioni

 

D

 

100% prodotto

 

Prodotto

Registrazione approvvigionamenti di latte da produttori e raccoglitori (quanto e da dove) per ciascun caseificio

Ritardata comunicazione

 

Lieve

 

Notifica carenza

Sollecito adeguamento comunicazione entro 15 gg

 

60

 

 

 

(entro il 15 del mese successivo)

 

 

 

 

 

Mancata risposta a sollecito entro 15 gg

 

Grave

Sospensione del trasformatore dal sistema di certificazione

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

 

61

Stoccaggio materia prima

Identificazione e rintracciabilitŕ

(requisiti 8-9)

Identificazione e rintracciabilitŕ in stoccaggio

Trasformatore identifica e registra quantitŕ conforme stoccate e contenitori  utilizzati

Controllo idoneitŕ registrazioni

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

Registrazioni incomplete

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni ed eventuale verifica ispettiva supplementare

 

62

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

Grave

Sospensione trasformatore dal sistema di certificazione

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

 

 

63

Trasformazione latte e filatura pasta

Identificazione e rintracciabilitŕ

(requisito 19)

Identificazione e rintracciabilitŕ latte in lavorazione

Trasformatore registra identificazione tank latte avviato alla trasformazione

Controllo idoneitŕ registrazioni

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori  riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

Identificazione incompleta

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento identificazione ed eventuale verifica ispettiva supplementare

 

64

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Identificazione assente ma non pregiudizievole la conformitŕ

 

Grave

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento identificazione e verifica ispettiva supplementare

 

65

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Miscela con latte non conforme

 

Grave

Sospensione del trasformatore da sistema di certificazione

Richiesta adeguamento identificazione e procedure e verifica ispettiva supplementare

Trasformatore

66

 

Conformitŕ disciplinare

Eventuale pastorizzazione o termizzazione

(requisito 10)

Effettua eventuali  pastorizzazione solo per tipologia dolce e termizzazione solo per tipologia piccante

Controllo idoneitŕ eventuali trattamenti

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

Pastorizzazione per tipologia piccante

 

Grave

 

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento e verifica ispettiva supplementare

67

 

 

 

Registra temperature  e tipologia prodotto degli eventuali trattamenti con calore

Controllo idoneitŕ registrazioni

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

Registrazioni carenti

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni eventuali trattamenti ed eventuale verifica ispettiva supplementare

68

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

 

Richiesta adeguamento registrazioni

 

69

 

 

Impiego siero innesto naturale da precedente lavorazione

(requisito 11)

Impiega siero innesto conforme e registra operazione

Controllo conformitŕ sieroinnesto e idoneitŕ registrazioni

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

Siero innesto non conforme

 

Grave

 

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento siero innesto e verifica ispettiva supplementare

70

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni carenti

 

Lieve

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni

71

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

72

 

 

Aciditŕ siero innesto 20 - 25 °SH/50 ml

(Requisito 12)

Acidifica siero innesto fino al valore di aciditŕ disciplinato e registra aciditŕ

Controllo idoneitŕ aciditŕ siero innesto e adeguatezza registrazioni

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

Aciditŕ siero innesto non conforme

 

Grave

 

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento procedure ottenimento siero innesto

73

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni carenti

 

Lieve

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni

74

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

75

 

 

Coagulazione a 37-39°C

(Requisito 13)

Procede a coagulazione a temperatura disciplinata e registra temperatura

 

Controllo idoneitŕ  temperatura coagulazione e idoneitŕ registrazioni

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

Temperatura difforme da disciplina

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento temperature e verifica ispettiva supplementare

Trasformatore

76

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni carenti

(e temperature verificate conformi)

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni

77

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti (e temperature  verificate non conformi)

 

 

Grave

 

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

78

 

 

Impiego di caglio di vitello, capretto e/o agnello

(Requisito 14)

Richiede al fornitore e conserva scheda tecnica caglio utilizzato

 

Controllo idoneitŕ schede tecniche e registrazioni caglio utilizzato

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

Schede tecniche carenti

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento schede tecniche

79

 

 

 

Registra lotti caglio impiegato per ogni lavorazione

Controllo idoneitŕ registrazioni

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Registrazioni carenti

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni caglio utilizzato

80

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

Grave

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

81

 

 

 

Impiega caglio vitello per tipologia dolce e caglio agnello e/o capretto per tipologia piccante

Controllo idoneitŕ  cagli utilizzati per tipologie dolce e piccante

 

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

Caglio non conforme per tipologia prodotto

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento caglio e verifica ispettiva supplementare

82

 

 

Filatura dopo fermentazione naturale lattica continuativa di pasta ottenuta nel medesimo caseificio

(requisito 16)

 

Esegue filatura  dopo maturazione lattica continuativa su pasta appena ottenuta dalla lavorazione in caldaia

 

Controllo idoneitŕ operazioni di maturazione e filatura della pasta

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Maturazione non continuativa o filatura di pasta di provenienza esterna

 

Grave

 Sospensione del trasformatore da sistema di certificazione

 

 

 

Verifica ispettiva supplementare dopo notifica adeguamento

Trasformatore

83

 

 

pH di filatura: 4.90 - 5.20 tipologia dolce;

4.80 - 5.00 tipologia piccante

(requisito 17)

Effettua filatura a pH disciplinato e registra pH di filatura

Controllo pH di filatura della pasta e idoneitŕ registrazioni

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

filatura a pH non conforme

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento pH di filatura e verifica ispettiva supplementare

84

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni carenti

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni

85

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

Grave

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

86

 

 

Eventuale uso conservante E 239 (per formati oltre 10 Kg)

(requisito 15)

 

Impiega conservante nei modi consentiti e registra uso

Controllo idoneitŕ  registrazioni

 

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Registrazioni carenti

 

Lieve

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni

87

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

Grave

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

88

 

 

Modellatura prodotto nelle forme ammesse

(requisito 18 - 19 - 31)

 

Modella (a mano o in stampo) nelle forme consentite

 

Verifica idoneitŕ formati ottenuti

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

Formati non ammessi

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

 

89

 

 

 

 

Registra quotidianamente il numero di unitŕ dei formati ottenuti su apposito registro di produzione

Verifica idoneitŕ registrazioni in registro di produzione

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Registrazioni incomplete

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni ed eventuale verifica ispettiva supplementare

 

90

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

 

Grave

 Sospensione del trasformatore da sistema di certificazione

 

Richiesta adeguamento verifica ispettiva supplementare

 

Trasformatore

 

91

 

Identificazione e rintracciabilitŕ

Identificazione e rintracciabilitŕ formati

(Requisito 19)

In fase di rassodamento trasformatore identifica prodotto con data di produzione mediante matita copiativa o etichetta lotto per formati piccoli

 

Controllo idoneitŕ identificazione prodotto

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

 

Identificazione incompleta

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento identificazione ed eventuale verifica ispettiva supplementare

 

92

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Identificazione assente

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

 

Richiesta  adeguamento e verifica ispettiva supplementare

 

 

93

Salatura

Conformitŕ a disciplinare

Salatura in salamoia

(Requisito 20)

Effettua salatura in salamoia a 16-22Bč

Verifica modalitŕ di salatura e densitŕ e temperatura salina

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori

 

Trasformatore riconosciuto

 

Salatura non in salamoia

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento modalitŕ salatura a verifica ispettiva supplementare

 

 

94

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Densitŕ salamoia non conforme

 

Grave

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento densitŕ salamoia e verifica ispettiva supplementare

 

 

95

 

 

Temperatura non superiore a 15°C

(requisito 21)

 

 

 

 

 

 

Temperatura salina > 15°C

 

Grave

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento temperatura salina e verifica ispettiva supplementare

 

 

96

 

 

Salatura da per massimo 30  giorni

(requisito 22)

Trasformatore rispetta limiti temporali salatura

Verifica rispetto tempi salatura mediante riscontro con date produzione su prodotto

 

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Salatura per tempi difformi da disciplina

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento tempi di salatura ed verifica ispettiva supplementare

 

 

Trasformatore

 

97

 

Identificazione e rintracciabilitŕ

Identificazione e rintracciabilitŕ prodotto in salamoia

(requisito 23)

Trasformatore mantiene identificazione prodotto in salamoia

Verifica identificazione prodotto in salamoia

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Identificazione prodotto incompleta o carente

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento identificazione prodotto ed eventuale verifica ispettiva supplementare

 

 

 

98

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Identificazione prodotto assente

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento identificazione prodotto e verifica ispettiva supplementare

 

 

99

Marchiatura di origine

Conformitŕ a disciplinare

Apposizione contrassegno autorizzato su prodotto conforme (requisito 24)

 

Trasformatore utilizza  contrassegno autorizzato solo su prodotto conforme

 

Verifica  utilizzo  contrassegno su prodotto conforme

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Apposizione contrassegno su prodotto non conforme

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Verifica ispettiva supplementare

 

100

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contrassegno non autorizzato

 

 

Grave

 Sospensione da sistema di certificazione e

Segnalazione ad autoritŕ di vigilanza

Richiesta notifica adeguamento e verifica ispettiva supplementare

 

101

 

 

 

Trasformatore registra formati e quantitŕ prodotto contrassegnato

Controllo adeguatezza registrazioni prodotto contrassegnato

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Registrazioni incomplete o imprecise

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni ed eventuale verifica ispettiva supplementare

 

 

 

102

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

Grave

Sospensione dal sistema di certificazione

 

 

Richiesta notifica adeguamento e verifica ispettiva supplementare 

Trasformatore

 

103

 

Identificazione e rintracciabilitŕ

Identificazione e rintracciabilitŕ prodotto contrassegnato

(Requisiti 25 - 29)

Trasformatore invia mensilmente a CSQA dati produttivi giornalieri del prodotto identificato con contrassegno autorizzato

(entro 15 del mese successivo)

Controllo adeguatezza comunicazione

 

D

 

100% del prodotto

 

Prodotto

 

Ritardata o imprecisa comunicazione

 

Lieve

 

Notifica carenza

Sollecito adeguamento comunicazione entro 15 gg

 

104

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mancata risposta a sollecito entro 15 gg

 

 

 

Grave

Sospensione produttore da sistema di certificazione

Adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

 

 

105

 

 

 

Grasso sul secco non inferiore a 44%

(Requisito 35)

Trasformatore effettua controllo analitico su campione di prodotto secondo frequenza prevista

(cfr. par. 8.4.5)

 

Verifica idoneitŕ registrazioni autocontrollo

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Tenore grasso su secco non conforme

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Eliminazione contrassegno

Autocontrollo analitico rinforzato del parametro per 3 mesi (cfr. 8.4.5)

 

Verifica ispettiva supplementare per applicazione autocontrollo rinforzato e conformitŕ registrazioni

 

106

 

 

 

 

Controllo analitico su campione di formaggio secondo frequenza prevista

(cfr. par. 8.4.5)

 

A

Come da Tabella 2 in par. 8.4.5

 

Prodotto

 

Tenore in grasso su secco non conforme (inferiore a 44%)

 

Grave

Blocco lotto, ripetizione analisi, se ulteriore NC esclusione prodotto da circuito DOP ed autocontrollo analitico rinforzato del parametro per 3 mesi (cfr. 8.4.5)

 

Verifica ispettiva supplementare per  applicazione autocontrollo rinforzato e conformitŕ registrazioni

Trasformatore

107

 

 

 

Umiditŕ non superiore a 45% (tipologia dolce) e 43 % (tipologia piccante)

(Requisito 36)

Trasformatore effettua controllo analitico su campione di prodotto secondo frequenza prevista

(cfr. par. 8.4.5)

 

Verifica idoneitŕ registrazioni autocontrollo

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Tenore umiditŕ non conforme

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Eliminazione contrassegno

Autocontrollo analitico rinforzato del parametro per 3 mesi (cfr. 8.4.5)

 

Verifica ispettiva supplementare per applicazione autocontrollo rinforzato e conformitŕ registrazioni

 

108

 

 

 

 

Controllo analitico su campione di formaggio secondo frequenza prevista

(cfr. par. 8.4.5)

 

A

Come da Tabella 2 in par. 8.4.5

 

Prodotto

 

Tenore umiditŕ non conforme

 

Grave

Blocco lotto, ripetizione analisi, se ulteriore NC esclusione prodotto da circuito DOP ed autocontrollo analitico rinforzato del parametro per 3 mesi (cfr. 8.4.5)

 

Verifica ispettiva supplementare per  applicazione autocontrollo rinforzato e conformitŕ registrazioni

109

 

 

E 239 non superiore a 15 mg/Kg

(Requisito 15)

Trasformatore effettua controllo analitico su campione di prodotto pronto al consumo, secondo frequenza prevista

(cfr. par. 8.4.5)

 

Verifica idoneitŕ registrazioni autocontrollo

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Trasformatore riconosciuto

 

Presenza E 239 non conforme

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Eliminazione contrassegno

Autocontrollo analitico rinforzato del parametro per 3 mesi (cfr. 8.4.5)

 

Verifica ispettiva supplementare per applicazione autocontrollo rinforzato e conformitŕ registrazioni

110

 

 

 

 

Controllo analitico su campione di formaggio secondo frequenza prevista

(cfr. par. 8.4.5)

 

A

Come da Tabella 2 in par. 8.4.5

 

Prodotto

 

Presenza E 239 non conforme

Grave

Blocco lotto, ripetizione analisi, se ulteriore NC esclusione prodotto da circuito DOP ed autocontrollo analitico rinforzato del parametro per 3 mesi (cfr. 8.4.5)

 

Verifica ispettiva supplementare per  applicazione autocontrollo rinforzato e conformitŕ registrazioni

Stagionatore

 

111

 

Riconoscimento iniziale

Ubicazione

(requisito 26)

In territorio delimitato Disciplinare

Stagionatore presenta a CSQA  richiesta di accesso al sistema di controllo e certificazione (cfr. paragrafo 5.0)

Controllo richiesta

 

D

 

Ad ogni richiesta

 

Stagionatore richiedente

 

Elenco stagionatori 

 

Ubicazione fuori territorio

 

Grave

 

Diniego riconoscimento

 

 

112

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carenze della documentazione

 

 

Lieve

Sospensione procedura di riconoscimento,

 

Richiesta integrazione della documentazione

 

113

 

Adeguatezza strutture, impianti

(requisiti 26 - 27)

Possesso autorizzazione sanitaria

Allega a richiesta autorizzazione  e documentazione prevista in paragrafo 5.0

Controllo presenza documentazione e vigenza autorizzazione

 

D

 

Ad ogni richiesta

 

Stagionatore richiedente

 

 

Carenze della documentazione

 

Lieve

Sospensione procedura di riconoscimento,

Richiesta

integrazione della documentazione

 

114

 

 

 

(estremi iscrizione CCIAA aut. Sanitaria, dati informativi stagionatore)

 

 

 

 

 

 

Non vigenza autorizzazione

Grave

Sospensione procedura di riconoscimento fino a ripristino vigenza autorizzazione

Verifica adeguamento documentazione con  autorizzazione vigente

 

 

115

 

 

 

 

Verifica ispettiva coerenza con richiesta

 

I

Ad ogni richiesta

Stagionatore richiedente

 

Imprecisioni documentali

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

 

Richiesta adeguamento documentazione

 

 

116

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mancata adeguatezza condizioni

 

Grave

Sospensione procedura di riconoscimento

 

Attesa adeguamento e  presentazione nuova richiesta

 

 

 

117

Mantenimento dei requisiti

Ubicazione

(requisito 26)

In territorio delimitato

Stagionatore comunica a CSQA variazioni ubicazione (cfr. par. 5.4)

 

Controllo modifiche comunicate

 

D

 

Ad ogni comunicazione di modifica

 

Stagionatore riconosciuto

 

 

Elenco stagionatori

Mancata comunicazione

 

Lieve

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento documentazione

 

118

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuova ubicazione fuori territorio delimitato

 

Grave

Revoca riconoscimento

 

Stagionatore

 

119

 

Adeguatezza strutture, impianti

(requisito 26)

Vigenza autorizzazione sanitaria

Stagionatore comunica modifiche vigenza autorizzazione

Controllo modifica vigenza autorizzazione

 

D

Ad ogni comunicazione di modifica

 

Stagionatore riconosciuto

 

Autorizzazione non vigente, omessa comunicazione

 

Grave

Sospensione stagionatore da sistema di certificazione fino a ripristino vigenza autorizzazione

 

 

Attesa notifica ripristino vigenza autorizzazione

 

120

 

 

Modifiche a strutture, impianti ed attrezzature

Stagionatore comunica modifiche come da par. 5.4

 

Controllo modifiche

 

D

Ad ogni comunicazione di modifica

 

Stagionatore riconosciuto

 

Mancata comunicazione su aspetti sostanziali di rintracciabilitŕ

 

Grave

Sospensione stagionatore da sistema di certificazione

 

Richiesta ripristino condizioni e notifica e verifica ispettiva supplementare

 

 

 

121

Cessazione attivitŕ

Cessazione attivitŕ

Comunicazione cessazione

Stagionatore comunica a CSQA cessazione attivitŕ

Controllo comunicazione cessazione attivitŕ

 

D

 

Ad ogni comunicazione

 

 

Stagionatore riconosciuto

 

Elenco stagionatori

 

Mancata comunicazione

 

Grave

 

Revoca riconoscimento

 

 

122

Stagionatura

Conformitŕ a disciplinare

Periodo minimo di stagionatura come da disciplinare

(cfr. par. 8.4.4)

 

(Requisito 29)

Stagionatore si accerta che il prodotto sia stagionato nel rispetto dei tempi previsti

 

 

Controllo conformitŕ stagionatura prodotto immesso nel circuito

 

 

I

I

1 controllo su 100% di stagionatori riconosciuti

 

Stagionatore riconosciuto

 

 

 

Immissione in commercio di prodotto non conforme per stagionatura

 

Grave

Ritiro ed esclusione prodotto da circuito DOP

Eliminazione contrassegno (coccarda)

Segnalazione ad autoritŕ di vigilanza

Adeguamento modalitŕ di stagionatura e verifica ispettiva supplementare

 

 

 

123

 

 

Trattamenti in superficie e materiali ricoprenti come da disciplinare

(cfr. par. 8.4.4)

 

(Requisito 28)

Utilizza trattamenti e materiali ricoprenti come da disciplinare

 

Controllo adeguatezza trattamenti in superficie e materiali ricoprenti

I

 

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Stagionatore riconosciuto

 

 

 

Utilizzo di trattamenti non ammessi

 

 

Grave

 

 Sospensione stagionatore da sistema di certificazione

Richiesta ripristino condizioni e notifica e verifica ispettiva supplementare

 

124

 

 

 

Conserva schede tecniche descrittive materiali impiegati per trattamenti

Controllo adeguatezza schede tecniche

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Stagionatore riconosciuto

 

 

 

Documentazione carente

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento documentazione

125

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Documentazione assente

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Richiesta adeguamento documentazione

Stagionatore

 

126

 

 

 

Registra trattamenti in superficie effettuati e lotti prodotto interessati

Controllo adeguatezza registrazioni

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Stagionatore riconosciuto

 

 

 

Registrazioni carenti

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento documentazione e eventuale verifica ispettiva supplementare

127

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

 

128

 

 

 

Dichiara eventuali trattamenti  in etichettatura

Controllo adeguatezza etichettatura prodotto

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Stagionatore riconosciuto

 

 

 

Etichettatura non conforme

 

Grave

Sospensione stagionatore da sistema certificazione

Segnalazione ad Autoritŕ di vigilanza

Richiesta adeguamento e verifica ispettiva supplementare

129

 

 

 

Controllo analitico E 235 e sorbati su campione formaggio secondo frequenza prevista (cfr. par. 8.4.5)

Verifica idoneitŕ registrazioni autocontrollo

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Stagionatore riconosciuto

 

Presenza E 235 superiore limiti

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Eliminazione contrassegno

Autocontrollo analitico rinforzato del parametro per 3 mesi (cfr. 8.4.5)

Verifica ispettiva supplementare per  applicazione autocontrollo rinforzato e conformitŕ registrazioni

130

 

 

 

 

Controllo analitico E 235 e sorbati su campione di formaggio secondo frequenza prevista (cfr. par. 8.4.5)

 

A

Come da Tabella 2 in par. 8.4.5

 

Prodotto

 

Presenza E 235 superiore limiti

 

Grave

Blocco lotto, ripetizione analisi, se ulteriore NC esclusione prodotto da circuito DOP ed autocontrollo analitico rinforzato del parametro per 3 mesi (cfr. 8.4.5)

Verifica ispettiva supplementare per  applicazione autocontrollo rinforzato e conformitŕ registrazioni

 

131

Prodotto finito

Conformitŕ a disciplinare

Crosta, in assenza di rivestimento, liscia, sottile, di colore giallo chiaro, dorato, talvolta giallo bruno

(requisito 32)

Stagionatore si accerta conformitŕ dei lotti all'immissione in commercio

(cfr. par. 8.4.5)

Verifica durante ispezione caratteristiche crosta

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Stagionatore riconosciuto

 

Crosta difforme da disciplinare

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Eliminazione contrassegno

Verifica ispettiva supplementare

Stagionatore

 

132

 

 

Pasta di colore generalmente giallo paglierino,  generalmente compatta, con occhiatura e sfogliatura come da disciplinare

(cfr. par. 8.4.5)

(requisito 33)

 

Stagionatore  si accerta conformitŕ dei lotti all'immissione in commercio

(Cfr.par. 8.4.5)

 

Verifica durante ispezione caratteristiche pasta

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Stagionatore riconosciuto

 

Pasta non conforme

 

Grave

Esclusione prodotto da circuito DOP

Eliminazione contrassegno

Verifica ispettiva supplementare

133

 

 

Sapore delicato o pronunciato verso il piccante come da disciplinare

(cfr. par. 8.4.5)

(Requisito 34)

Stagionatore si accerta conformitŕ dei lotti mediante valutazione su campione mensile per ogni tipologia di formato

(cfr. par. 8.4.4)

 

Verifica durante ispezione  caratteristiche sapore ed adeguatezza registrazioni

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Stagionatore riconosciuto

 

Registrazioni sapore non conforme

 

Grave

Esclusione lotti prodotto da circuito DOP

Eliminazione contrassegno

Verifica ispettiva supplementare

 

134

 

 

 

Stagionatore registra esiti dei  controlli e lotti esaminati e commercializzati

Verifica idoneitŕ registrazioni controlli

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Stagionatore riconosciuto

 

Registrazioni incomplete o carenti

 

Lieve, non pregiudizievoli la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni

 

 

135

 

 

 

(es. scheda lotto,  schede magazzino, rapporti non conformitŕ)

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

 

Grave

Sospensione stagionatore da sistema  certificazione

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

 

 

136

Lotto prodotto finito conforme alla DOP

Identificazione e rintracciabilitŕ

Rintracciabilitŕ

Stagionatore registra quantitativi prodotto conforme immesso in commercio

Verifica idoneitŕ registrazioni

 

I

1 controllo su 100% dei trasformatori riconosciuti

 

Stagionatore riconosciuto

 

Registrazioni incomplete o carenti

 

Lieve, non pregiudizievole la conformitŕ

 

Notifica carenza

Richiesta adeguamento registrazioni

 

 

137

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Registrazioni assenti

 

 

Grave

Sospensione stagioonatore da sistema  certificazione

Richiesta adeguamento registrazioni e verifica ispettiva supplementare

Stagionatore

 

138

 

 

Quantitativi commercializzati

(requisito 29)

Stagionatore comunica ogni mese a CSQA  quantitativi prodotto immesso in commercio

 

Controllo idoneitŕ comunicazione

 

D

100% prodotto

 

Quantitŕ conformi immesse nel circuito per ogni stagionatore

Ritardata comunicazione quantitativi

 

Lieve

 

Notifica carenza

Sollecito adeguamento comunicazione entro 15 gg

 

139

 

 

 

(entro 15 mese successivo)

 

 

 

 

 

Mancata comunicazione entro 15 gg da sollecito

 

Grave

Sospensione da sistema di certificazione

 

Richiesta adeguamento comunicazione e verifica ispettiva supplementare

 

 

140

Designazione e presentazione

Conformitŕ elementi di designazione e presentazione

Presentazione con dicitura previste ed ammesse come da par. 8.5

Stagionatore invia presentazione a CSQA per approvazione

Controllo idoneitŕ presentazione

 

D

 

 100% presentazioni

 

Presentazioni

 

 

Presentazione non conforme

 

Lieve

 

Notifica carenza

 

Richiesta adeguamento presentazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Allegato 1 – Domanda di accesso al sistema di certificazione per singolo Produttore Latte

Richiesta di adesione al sistema di controllo e certificazione della D.O.P. Provolone Valpadana

 

Il sottoscritto __________________________ legale rappresentante dell’Azienda ______________________________ avente sede legale in  via _________________________ n. ____ del comune di ____________________  (       ) C.A.P.  ________ e sito produttivo[1] in via _________________________ n. ____ del comune di _____________________ (     ) C.A.P. _________ chiede di aderire al sistema di controllo e certificazione per la D.O.P. Provolone Valpadana.

Partita IVA ________________                      Iscrizione CCIAA _____________                                 Codice ASL della stalla  ___________

Telefono __________________                   Fax ________________                  Posta elettronica ________________________

Responsabile rapporti con CSQA [2] ______________________________

Stima quantitativi annuali latte prodotto ________________ [3]

 

Descrizione impianti e attrezzature aziendali

Strutture di allevamento e produzione latte

 

Stabulazione

 

  Fissa

 

 

  Libera

 

Anno di costruzione ____________

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mungiture giornaliere n°

 

 

 

 

 

 

 

 

Mungitura

  al secchio

  con lattodotto

  sala di mungitura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conservazione latte

Raffreddamento

  nessuno

  con acqua fresca

  con frigorifero

 

 

 

 

 

 

recipiente

 

Temperatura finale

______ °C

 

 

 

 

 

 

N° munte conservate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Raccolta latte

Destinatario consegna [4]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  consegna in proprio

  raccolta con menalatte

  una volta al giorno

  due volte al giorno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  in bidoni

  in cisterna

  ogni due giorni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bovine in lattazione n°

 

Totale capi presenti n°

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alimentazione

  tradizionale

  unifeed

  autoalimentatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con la presente richiesta di adesione al sistema dei controlli per la D.O.P. Provolone Valpadana l’Azienda consente l’accesso del personale CSQA ai siti produttivi ed alla documentazione relativa alla D.O.P.; si impegna inoltre a:

·       inviare annualmente a CSQA, entro il mese di gennaio, comunicazione scritta dei quantitativi di latte prodotto nel precedente anno solare e della relativa destinazione;

·       informare il medesimo organismo di controllo in caso di variazione sostanziale delle condizioni descritte.

 

Legge 31.12.96 n. 675 – Con la compilazione della presente richiesta si autorizza CSQA al trattamento dei dati contenuti in conformitŕ alle finalitŕ istituzionali connesse e strumentali alla attivitŕ di controllo.

                                                                                                                                             Timbro e firma azienda

 

Data       ____________                                                                                                 ___________________

 

Delega[5]

 

Si delega ______________________________ ad inoltrare la presente richiesta a CSQA ed a rappresentare l’Azienda per i rapporti formali con l’organismo di controllo.

                                                                                                                                             Timbro e firma azienda

 

Data       ____________                                                                                                 ___________________



[1] Se diverso da sede legale

[2] Se diverso dal legale rappresentante

[3] Riportare anche relativa unitŕ di misura (es. ton o HL)

[4] Identificazione del primo acquirente cui viene destinato il latte

[5] Da completare nel caso l’Azienda presenti richiesta di adesione mediante altro soggetto